Gastrotime, and the livin’ is easy


Autopunirsi gratuitamente, ecco cos’è far finta che sia già lunedì. E dopo due settimane con la faccia affondata nell’anguria non mi sembra un’idea brillante. Sappiate comunque che lo stress da rientro può essere attutito. Pensando per esempio all’aiuto che il design potrebbe darci quando l’estate non sarà che un ricordo.

Il piatto con il bordo laterale rialzato serve a raccogliere le minestre più insidiose.

Qualsivoglia produttore di cravatte del pianeta vi dirà che il piatto col beccuccio rappresenta un fondamentale passo avanti per l’umanità.

La barriera che mette fine all’inseguimento dei pisellini primavera così da sistemare una volta per tutte lo sfuggente legume è un colpo di genio.

“Muovitiii che si raffreddaaa”. Cosa grideranno madri, mogli (uh, mariti?) dopo l’invenzione del piatto semprecaldo?

Il pericolo pubblico numero uno, quel gocciolone di caffè libero di saltare dal piattino alla tua cravatta. Un momento, ora con il piattino-labirinto la libertà è vigilata.

Possibile che la confezione di pasta porzionata non fosse mai venuta in mente a nessuno?

Smancerie gastrofanatiche. I 5 servizi per la colazione tête-à-tête amorevolmente conservati nella vetrinetta sono niente in confronto alla teiera a due beccucci. Confessatelo, romanticoni.

Dalla lettera agli apostoli del Mulino Bianco: provateci ma il biscotto non entrerà mai intero nella tazza della colazione. A meno che…

Anche questa meraviglia è solo un prototipo, come gli altri oggetti di questo post, ma volendo lottare per un mondo migliore, ecco, dovremmo iniziare dal tostapane trasparente.

Piatti salvabrodo, barriere acchiappapiselli… quale di questi progetti vi provoca lacrime di commozione? O nemmeno questi rappresentano l’oggetto dei vostri sogni (e allora, qual è?).

[via NoquedanBlogs]




16 commenti a “Gastrotime, and the livin’ is easy”

  1. Leonardo Vaghaye Leonardo Vaghaye commenta:

    Mi stai dicendo che non posso acquistarli? :(

  2. Miriam Miriam commenta:

    Il piatto nella prima foto (non esattamente quello forse, ma il concetto era identico) ho avuto la ventura di provarlo nella lontana Islanda un anno fa… E non in un ristorante blasonato, ma in un locale molto popolare di un paesino del sud-est.
    Me lo ricordo bene perché conteneva una zuppa di aragoste sublime :)

  3. chicco di caffè chicco di caffè commenta:

    DEVO avere la teiera e la tazza!li voglio!DOVE?COME?

  4. fantapalli fantapalli commenta:

    Ah, il toaster!!! Volete mettere la visione in diretta dello sbruciacchiamento della fetta di pan carré!!!

  5. Bruno Stucchi Bruno Stucchi commenta:

    Il piatto riscaldato non andrà mai in lavastoviglie. Bocciato.
    Anche il tostapane: come le prendi le fette? Le spingi di lato con un ago da maglia? E se tocchi le due le due lastre di vetro riscaldante (ammesso che riscaldino) cosa succede? Sicurezza zero. Bocciato.

    • gianluca gianluca risponde:

      Stucchi esistono gli utensili. basterebbe una pinza, magari già compresa come accessorio. le lastre di vetro sono bollenti? scusa ma se tocchi le piastre di un qualsiasi tostapane allora? è chiaro che un tostapane bollente non va toccato, di solito si impara a 2 anni….

      • Bruno Stucchi Bruno Stucchi risponde:

        Gianluca, così come lo si vede nell’immagine CAD di fantasia quell’oggetto è pericoloso. Se poi ci aggiungi le pinze e qualche altra parafernalia di corredo, diventa più un tormento che un ausilio. Sono pure convinto che dopo un paio di utilizzi le piastre riscaldanti (come?) saranno diventate opache e color bruciacchiato. Scommettiamo?
        Classico del “design”: bello ma poco funzionale se non inutile; da fa vedere ma da non usare.

  6. nome in codice M nome in codice M commenta:

    Il piatto col bordo rialzato l’ho apprezzato da I Giusti a Camino di Oderzo.
    Vorrei tanto la tazza da colazione. Ma dove?

  7. giggi giggi commenta:

    Tutte boiate:-)

    La fonda può andare bene a quelli senza un braccio.

    I piselli vengono su’ tranquillamente con un cucchiaio.

    Per l’uovo al piatto basta mettere un piatto normale su una piastra e aspettare… e mangiarlo e poi i fili della corrente in tavola sono una menata.

    Perché bisogna far saltare la goccia di caffè sul piattino? Mica c’è il terremoto.

    Per gli spaghetti c’è la pesa, perché se uno vuole mezza porzione o una e mezza come fa’?

    Per la teiera:-))) una complicazione inutile.
    Che fretta c’è di servire due tazze assieme proprio quanto il momento è romantico??? Mica siamo al bar della stazione.

    Esistono in commercio delle ottime tazze da prima colazione da tantissimo tempo, dove si riesce ad inzuppare anche un mini panettone intero.

    Di macchinette per fare i toast ne esistono tantissime, che non hanno bisogno di attrezzi in più per prendere le fette di pane tostato, perché escono da sole quando sono pronte.
    E in più sono facili da pulire e dall’aspetto meno fragile e molto più amichevole, cose che al mattino fanno bene.

    Tradizione gente, tradizione.
    Inventate OK, ma non inventate roba inutile:)))


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