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La ricetta perfetta: sangria

Campionati Europei 2012. Dopo tutte le partite lascio cadere una richiesta di spiegazioni sul fuorigioco. Con nonchalance. Non credo di averlo capito, ma dissimulo e rilancio. A chi mi spiega la differenza tra punizione di prima e seconda preparo una sangria.

Fiesta! (o del libro).
Chiunque torni dalla Spagna mi regala ricette di tapas sotto forma di libretto. Uno (dei pochi) che vale la pena di leggere – però in inglese – conferma i miei sospetti: bere sangria da soli è contronatura. Servono molti amici, per una questione di rituali che scaramanticamente vanno ripetuti uguali, e visto che ci siete una festa. I gesti essenziali sono: taglia, mischia, aspetta e bevi. Tanto.

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La differenza tra cross e corner (o dei foodblog).
L’imprevedibilità delle ricette di sangria ha un che di scilipotesco: l’unica versione che manca è quella endovenosa. Pare che più o meno vada bene tutto: vino rosso o bianco, brandy, Calvados, cognac, Cointreau, Grand Marnier, succo d’arancia, di albicocca, gazzosa o 7-Up. Sulla frutta, il dilemma è nella forma: fette o pezzi? E lo zucchero, si o no? Glucosio qualcuno? La mia policy personale non prevede succhi di frutta o bollicine sintetiche, ma capirci qualcosa, io ve lo dico, è come conoscere la differenza tra cross e corner.

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Dall’Intravinico all’italiano (o dell’esperto).
Da qualche parte bisogna pur iniziare, così mi rivolgo ai cugini di Intravino. Confusione, qualcuno parla di terroir (e te pareva), pertanto niente Rioja, meglio vini rossi di buona struttura e pochi tannini. Traduzione dall’Intravinico all’italiano: Teroldego, Nero d’Avola o una Barbera, si può.

La ricetta perfetta.
1 litro di vino rosso (vedi sopra per la scelta), due pesche, un’arancia, un limone, chiodi di garofano, cannella in stecche, un cucchiaio di zucchero. Facoltativo: un bicchierino di Cointreau o Grand Marnier.

Sarà scontato ma bisogna dirlo, affetto arancia e limone senza togliere la buccia: taglio a metà per ottengere le fettine. Faccio lo stesso con la pesca, mescolo tutto in una fruttiera.

Unisco zucchero, chiodi di garofano e cannella, mescolo, poi aggiungo anche liquore e vino.

Dopo aver coperto il contenitore con la plastica trasparente lo metto in frigorifero. Ora, uno dei segreti è il riposo: più aspettate migliore sarà il risultato. Preparare la sangria il giorno prima della festa è una buona pratica.

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Trucchetti.
La parte migliore è la frutta, e siccome sono ostinata ne metto tanta (ne preparo di più perché la mangio anche mentre aspetto).

Se aggiungete cubetti di ghiaccio resta il fantasma dell’originale. Congelate del succo di frutta o una parte di sangria, date retta. Se non avete alternativa, ghiaccio solo nei bicchieri.

Chi pensa che la sangria sia accompagnamento ideale della paella ha sbagliato sito. Sciò.

Volendo provare la bevuta tipica spagnola, andate di tinto de verano: vino rosso e limonata. Se sapessi fare dichiarazioni d’amore, la seconda sarebbe per il tinto.

Le altre ricette perfette: (1) Parmigiana di melanzane (2) Spaghetti alle vongole (3) Pasta con le sarde (4) Gelato (5) Panzanella (6) Marmellata (7) Caffè con la moka (8) Minestrone (9) Crostata (10) Tortelli di zucca (11) Tiramisu (12) Piadina (13) Mozzarella in carrozza (14) Pollo arrosto (15) Ribollita (16) Carbonara (17) Pasta alla Norma (18) Amatriciana (19) Confettura di marroni (20) Creme Caramel (21) Cappelletti in brodo (22) Cheesecake (23) Cous cous di verdure (24) Cupcakes (25) Pasta fresca all’uovo fatta in casa (26) Cioccolata calda in tazza (27) La ricetta (im)perfetta (28) Chiacchiere (o Bugie, Frappe, Galani) (29) Frittata (30) Polenta e salsiccia (31) Muffins al cioccolato (32) Macarons (33) Crêpe (34) Pizza di Pasqua (35) Pastiera napoletana (36) Risotto agli asparagi (37) Pane Integrale (38) Besciamella (39) Crema Catalana (40) Biscotti al cioccolato (41) Pollo al curry.

Silvia Fratini

commenti (40)

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    1. Effettivamente io vorrei metterlo su, un piccolo aranceto, può sempre far comodo.
      Sorry :)

  1. La sangria perfetta non esiste. La sangria è stata ideata per utilizzare il vino che, coi primi caldi, prendeva lo “spunto” ed era praticamente imbevibile. Con l’ aggiunta di acqua, probabilmente zucchero e succhi di agrumi ridiventava utilizzabile. Quanto alla frutta, si usava quella non vendibile, ammaccata, troppo matura o decisamente al limite del marciume. Per questo, si usavano i chiodi di garofano con funzione antibatterica, cosa che, al giorno d’ oggi, non è più necessario.

    1. Se vuoi provare, non ti sarà difficile, ci vuole solo un pò di pazienza

    2. insomma, l’alternativa alcolica alla “macedonia di stagione” del ristorantino sotto casa!

    1. Infatti non è sangria, ma una versione molto commerciale del tinto de verano, che viene bevuta moltissimo in quelle zone.

    2. vino rosso e fanta non è sangria ma tinto del verano (rosso dell’estate)

    3. Ma vogliamo parlare del Calimocho (vino rosso della peggiore + coca cola) in uso nei paesi baschi?

      Io non lo volevo nemmeno assaggiare, ma tant’è ero curioso… dico solo che un sorso è per sempre.

  2. io la faccio con una ricetta simile, ma aggiungo a 2 parti di vino rosso, una parte di bollicine, e un liquore secco, brandy, cognac, rum,
    assolutamente niente bibite o succhi, e abbondante ghiaccio nei bicchieri,
    perchè più ghiaccio si mette, meno si annaqua.
    bere sangria con la paella….arghhhh…..

  3. comunque le pesche nel vino, bianco o rosso, con zucchero o senza zucchero, è un’abitudine contadina anche di molte parti d’italia.
    da noi non c’è abitudine di aggiungere bibite al vino, perchè abbiamo la buona creanza a non sciupare un prodotto, di solito, di eccellenza

    1. boh, io sin da bambino ricordo mischioni tipo vino e gazzosa.

      e l’abitudine di rendere potabile il vino con aggiunte varie risale alla notte dei tempi.

    2. Anche perché non molti mitizzati vini genuini imbottigliati in casa fanno schifo, altro che eccellenza! 😀

    3. Questa delle ciliegie mi mancava. Quante ciliegie in quanto vino? E cotte per quantoe tempo?

    4. @ ganlu63: è vera questa cosa delle pesche, e non è solo contadina, noi vivevamo in una piccola città vicino a Milano e mio papà già negli anni 70 le mangiava così, immerse nel vino, sopra ci sbriciolava anche qualche amaretto. Lo fa tuttora.

  4. Io la faccio così: come frutta taglio a cubi pesche, albicocche, melone, mela e, quando ci sono, anche le piccole pere dette “della coscia”. Nè arance nè limoni, la rendono amara.
    Metto il tutto in una acetiera (sono damigiane dal collo largo) da 5 litri, aggiungo zucchero, brandy spagnolo, grand marnier e…qualcos’ altro.
    Agito ben bene, poi metto il tappo alla damigianina e la ripongo in frigo. Ogni tanto dò una bella shakerata e, dopo due giorni, aggiungo il vino: barbera come prima scelta, ma se mi ritrovo qualche mezza bottiglia (difficile, ma può succedere) di vino bianco, rosso o rosè non esito ad utilizzarla. Non riempio il contenitore fino all’ orlo, lo chiudo e lo ri-pongo in frigo.
    Dopo un altro giorno, la sangria è quasi pronta. Tolgo l’ acetaia, la stappo, e aggiungo un litro ci acqua minerale ben gasata, e ben fredda.
    Già così è buona, ma dopo una settimana lo è di più

    1. Splendida ricetta, esp. Ma il melone non altera troppo il sapore?

    2. Grazie, una ricetta con ingrediente “qualcos’altro” risulta utilissima.

  5. Non sembra affatto male come sintesi. E’ vero che le ricette di Sangria hanno pochi punti fermi. Torture a chi la serve con la paella. Per quella è straconsigliata l’insidiosissima agua de valencia. Ne bevi a secchi. Ti alzi e capisci di aver sbagliato

    1. Eppure quante ne ho viste, di persone che per cena ordinavano sangria e paella… un abominio in termini di usanze e abbinamenti.

    2. Eppure era un classico della ristorazione spagnola…una quarantina di anni fa

    3. E Paella e horchata de chufa, che ne pensi? 😉

  6. La migliore è stata in barca di un amica una sera poco fuori da Ibiza: finita la sangria “dentro” champagne alla frutta che restava…sarà stato pure caldo chi si ricorda ma mi sembrava la cosa più buona del mondo…bei tempi passati :-((

  7. Poi c’è la sangria blanca, più adatta come aperitivo.
    Frutta:pescanoce piuttosto indietro di maturazione e uva spina tagliata a metà
    Base alcoolica: gin e cointreau insieme a zucchero.
    Dopo due giorni si aggiunge il vino, un cucchiaio di sciroppo di tamarindo (Erba) e, se si trova, un bel rametto di assenzio.
    Servita molto fredda.

    1. Notevole, anche questa notevole.
      Ma la migliore l’ho vista servita in campagna in un orgio da trenta litri: vino rosso, pesche, Cointreau e limonata mi pare. Manco il mestolo serviva, si tuffava il bicchiere direttamente.

    2. Splendida anche questa! Ci aggiungerei un pò di sambuco, che con l’uvaspina va a nozze. Che ne pensi?

    3. Proverò appena possibile, ma sembra una buona idea. Grazie per il suggerimento.