
Thomas: Io sono dispostissimo ad acqui
Leonardo Romanelli: @Fabio Credo che si evinca dal
giorgia cannarella: Io ho una vera ossessione per
vincenz: Visto che ti stimo,visto che s
Abbiamo riunito un fotografo e due editor per ragionare sulla presunta superiore fighezza del Denzel.
C.S. A Milano, a due passi da Piazza Piemonte in via Washington 9, c’è il Denzel. Se prontamente avete pensato al nome del famoso attore, scomposto, mischiato in un sacchettino e ridistribuito tra nome del locale e indirizzo, avete immaginato bene. Chissà se Denzel Washington lo sa.
S.P. Una della ragioni per cui amo Milano sono i locali di nicchia. Anzi, di sotto-nicchia, come il delizioso MONO in via Lecco 6, bar gayissimo ma nient’affatto pettinato e invece molto alternativo. INDIE GAY! WILLIAMSBURG ECCOMI! Il Denzel è un altro posto così: un’hamburgeria (nicchia) kasher (nicchia della nicchia).

C.S. L’insegna del piccolo ristorante/hamburgheria promette “Art Burger, Fish and More…”. In effetti, sulla materia carne al Denzel non si scherza. Il locale è kasher, che tradotto significa “concesso” o “adeguato” (adeguato a quello che un ebreo può mangiare). Il menù è succulento sin dal foglio 1 e se si riesce a resistere fino ad arrivare a leggere la pagina dedicata ai burger, non arriveranno delusioni.
S. P. L’atmosfera è piacevolmente indecifrabile, nel senso che sarebbe difficile etichettarlo in qualche modo – e se questa fosse una recensione nella Guida del Gambero, qui ci starebbe “bonus”: l’ambiente è curato e piuttosto sofisticato, mentre lo stile comunicativo del personale di sala è diretto e piano, un po’ naif ma in modo gradevole.

C.S. Qui si preparano 3 tipi di hamburger: di manzo, di agnello e mista manzo/agnello (da 150, 180 e 230 grammi). Io mi sono buttata sul classico Denzel Burger: 150 grammi, carne di manzo. Il panino arriva sfacciato, aperto a metà: da un lato la carne, dall’altro foglia di lattuga, pomodoro, fette di cipolla cruda, cetriolino sott’aceto. Sembra un dettaglio, ma qui la soddisfazione di mettere le mani sul panino, pressarlo per renderlo addentabile e sentire il fragore della crosta croccante prima di affondare il morso, è davvero notevole. La cottura della carne, che avevo chiesto media, è perfetta. Il pane, che arriva direttamente da un forno kasher, è ben cotto e scrocchiante, all’altezza dell’ottimo contenuto. Il cetriolino che a prima vista non mi aveva convinta, dà invece il giusto tono agrodolce. La cipolla è very ignorante (a voler essere sincera me la sono ricordata tutta la sera) ma ottima, piccantina al punto giusto. In sintesi: al Denzel la materia hamburger è davvero ben trattata.
S. P. I testi del sito web sono un esempio di rinfrescante naiveté: “I panini di Denzel sono stati studiati per mesi prima di essere portati sul mercato, per questo si posiziona come il miglior Hamburger a Milano se non in tutta Italia”, descrizione buffa sia per l’enfasi sia per la sensazione che si stia parlando del lancio di un prodotto sulla piazza mondiale e non di un locale da poche decine di posti: quando gli hamburger sono stati “posizionati” sui nostri tavoli, il “mercato” era infatti composto da me e Cristina, e dal rabbino al tavolo a fianco.

C.S. Di fianco a me, Sara Porro, si gode il Denzel Fish e altre innumerevoli zozzerie che solo a una magra sono concesse tutte insieme, ma che valgono veramente la pena, tra cui le Denzel chips, patate americane tagliate a sfoglia. Croccanti, sottili al punto giusto, da non fermarsi mai. Atmosfera gradevole e raccolta, grande cortesia, costo medio (hamburger da 9.50 euro).
S. P. E dunque, ecco il frutto dello studio di mesi: io che non mangio la carne opto per il Denzel Fish, Filetto di branzino impanato con tempura servito nella ciabatta con insalata, pomodori, maionese fatta in casa e limone. Il panino è ottimo: gli ingredienti sono semplici e di qualità, il pesce è fritto alla perfezione e insieme alla maionese concede alla goduria senza apparentarsi con il cibo spazzatura. A 13 Euro e 50 il Denzel Fish si “posiziona” in una fascia altina del “mercato”, ma il rapporto qualità/prezzo rimane buono.
Altre amburgherie:
Milano: MamaBurger non partecipa alla trasformazione del significato di fast food in Italia.
Burgheria a Torino: l’hamburger senza sensi di colpa .
Ham Holy Burger a Milano: l’hamburger (buono) a 12 euro .
Angoli di street food che solo a Torino: M**Bun e Grom .
Amburgherie di Torino | La Granda vs M**Bun .
L’hamburger di Andrea Berton, il McItaly e la terza via .
Davide nella forma di un ghiotto hamburger contro Golia/McDonald’s, l’espansionista americano .
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Anche il colore verde sarà stato studiato per mesi?
DENZEL E’ IL MIGLIOR RISTORANTINO DI HAMBURGER D’ITALIA,NON SOLO DI MILANO E SPIEGO IL MOTIVO
1)LA CARNE E’ DI PRIMISSIMA SCELTA,SENZA UN FILO DI GRASSO,SENZA SANGUE E FRESCHISSIMA:GLI ANIMALI EBREICI,VENGONO ALLEVATI SECONDO LA TRADIZIONE DI MAHOMETTO E CONCIO’ VORREBBE FAR INTENDERE E CAPIRE CHE
2) GLI ANIMALI CHE VENGONO PRONTAMENTE MANGIATI DA TUTTA LA POLOLAZIONE,NON SONO ANIMALI COMMESTIBILI PER IL POPOLO GIUDAICO,NEL SENSO CHE SI GLI EBREI NON BEVONO SANGUE DI MAIALE COME I MUSULMANI MA E’ ANKE VERO KE GLI EBREI NON POSSONO MANGIARE CARNE CON SANGUE(E PURE CARNE CON SOTTILETTE KRAFT) PERCHE’ NELLA LORO BIBBIA GLI E’ STATO PROIBITO DI MANGIARE LATTE CON CARNE.
GLI EBBREI DELLA DIASPORA CIO’ QUELLI CHE SONO SCAPPATI MIGLIAIA DI ANNI FA DALLA TERRA PROMESSA SONO STATI OTTIMI COMMERCIANTI E SONO MOLTI ANDATI A VENEZIA……
E CON QUESTO CHIUDO…….
CIAO AMICI
Il dilemma per l’utente “medio” di Dissapore(io) è:
se vado a Milano ed ho voglia di mangiare veloce
vado da Ham(Adrea) o da Denzel (Cristina e Sara).
Ebbene scelgo Denzel.
Scusate, gentili sig.ne. Nessun accenno a cosa si beve?
bibite
birra (anche israeliane)
vino kasher
Bene, continua la rassegna, scusate se semplifico, degli hamburger di qualità, grazie ad Andrea, Cristina, Sara ed altri
A Sara chiedo, accostare il sapore della frittura Tempura a quello del pane ti ha soddisfatto?, entrambi sono leggeri, direi non dominanti, ma non li vedo assieme, dipende però dal pane
Aggiungo alla richiesta di Mauro che,non capito bene,il branzino
era:
1fresco
2 surgelato
3 di allevamenti a italiano b altri
In effetti, un fritto in pastella in un panino lascia un pò perplessi…
Direi sia un accoppiamento ben riuscito, in realtà, la maionese fa il sensale di nozze. Franco: i gestori ci hanno detto che tutti i prodotti sono freschi, ma non so se pescato all’amo o allevato, né la provenienza.
il pane? dalla foto assomiglia ai panini da bar come i Parmalt
il limite, per me, è non poter avere il formaggio con l’hamburger
Ma quindi la Scateni è vera?
vera, in salute, in carne.
..ci sono anche altre cose interessanti tipo gli antipasti o, mezze. Tabulè, polpette di manzo avvolte e cotte su stecche di cannella, hummus di ceci. Gli hamburger sono buoni, molto digeribili e dal sapore delicato. Buon posto. Un po’ caro forse..
Dalle cose che dici direi chè è favoloso,lontano mille miglia
da un mac.
Il menù è molto ricco e originale,anche rispetto ad altri
presentati su Diassapor
Dissapore
anche Diassapor non era male
all’americana awana gana
ehm… mi sembra che si dica Kosher con la O, non Kasher con la A. lo ho googlato…
È corretto in entrambi i modi.
Esatto Sara.
Try to google it. Mi limito alla prima pagine di risultatisu Kosher tutti concordano essere l’aggettivo in questione. Su Kasher solo uno che dice che e’ un verbo che significa “rendere kosher”… gli altri si riferiscono a cose diverse.
Pervicace, eh?
per essere precisi:
kasher è la traslitterazione dall’ebraico.
kosher è la derivazione dall’inglese.
ah, that’s why…
Provato un anno abbondante fa. Un po’ sopravvalutato. Il panino è buono, ma è anche l’unica cosa positiva senza altri “ma”. Il servizio è freddo, la sala sotto un po’ triste e difficile da raggiungere con carrozzine e altri trabicoli per neonati. Non ti scaldano il biberon con il latte in cucina per non “contaminare” il resto, anche se il latte è artificiale (eh sì! su questa obbiezione li ho messi un po’ in difficoltà…). Sii il maledetto e non colui che maledice (cit.), dicono. Quella volta non ce l’ho fatta.
Interessante.Aggiunge fascino e mistero
Devo dirti,Federico,che anche la descrizione del posto
mi ha colpito.
I pochi posti in confronto alla hamburgherie di massa,
me lo ha fatto preferire.
E poi il rabbino che mangia con te.
E troppo forte
Anche da Pitzman a Parigi, nel pieno del Marais, il rabbino mangia con te. Ma sono moooolto più gentili e sorridenti, e disponibili.
Ok, forse giocare la carta Parigi è ingiusto.
Visto che, se non ricordo male, ma male, il Marais è il quartiere ebraico, fose sei tu che mangi col rabbino
Sul servizio,c’è ancora un dubbio da chiarire.
Sara e Cristina parlano di un servizio piano ,diretto
e naif.
Dopo quello che hai scritto,il naif va ulteriormente
spiegato dalle due redattrici.
E comunque pure il naif rende questo posto
attraente,per me.
ma il margy burger piace solo a me???
No. Ma non ci vado da almeno otto anni.
“Ragioniamo…” il miglior hamburger di Milano lo si mangia Al Mercato, senza dubbio alcuno.
indeed
@Sara (sono fuori tema, lo so): Mono rulez! Ci abbiamo pure fatto un Bloodbuster Halloween party con il sottoscritto ai dischi mascherato da giardiniere zombie. Non so come, pur essendo l’unico eterosessuale, avevo il look più sfacciatamente gay del circondario. Mah.
…anche se ogni tanto mi vien la lacrimuccia pensando che quello era il bar del mio cappuccinaro di fiducia, il sciur Gianni, dove assolutamente la musica era bandita e se gli rivolgevi più di tre parole già sbuffava. Ah, che tempi…
Un posto come Bloodbuster pure a WILLIAMSBURG ce lo invidiano. Un’altra splendida nicchia della nicchia
la mia promoter preferita!
Come detto in altri commenti, pane e carne sono splendidi:
i panini croccanti il giusto (è l’unico appunto che mi sento di muovere veramente a Ham, pane fresco ma troppo morbido)
la ciccia saporita e cotta meravigliosamente, irresistibile imho nella versione Pimiento.
E poi, forse, l’assenza del formaggio li rende più godibili.
Allora dopo il Kebab ,devo provare l’hamburger….
A parte che il kebap a milano fa davvero skifo e’ surgelato,pieno di grasso ed e’ un miscuglio di carni bianche
Se lo mangi nei paesi d’origine,dove lo affettano col coltello e non con la levigatrice……….
capirai.
Se non lo avete ancora provato e recensito…recatevi anche da TIZZY’S NY BAR ‘n’ GRILL sul Naviglio Grande a due passi dalla Darsena. Si tratta di un vero locale newyorkese in piena Milano. Proprietaria, cuoco, camerieri e molti avventori inclusi. http://tizzysbarandgrill.com/ Hamburger veramente americani! E birra di Brooklyn. Forse questo E’ il posto numero 1 per gli ham in città.
non l’ho ancora provato ma mi incuriosisce….
hai provato anche il brunch?
Vabbè, ma a ROMA? Solo Milano e Torino? Dove lo mangio un hamburger come si deve?
(e non mi dite il solito Open Baladin e simili, dài, sorprendetemi)
noooooooo il mio piccolo segreto svelato!
mitico, ci andavo prima quando si chiamava re salomone a mangiare i falafel. (ora king si è spostato in via sardegna).
è quello di agnello è il top.
avete mai fatto l’amore con un hamburger in bocca?
fatelo
ma come cavolo si fa a mangiare un agnellino…..assassini
Con la bocca.
Mitico!
“al mercato” questo è il miglior hamburger di milano
Ieri sera sono stato da Denzel per cena. Il personale è gentilissimo: non avevamo prenotato ma ci ha trovato comunque un tavolo. Alle 20:00. A Milano.
Ambiente accogliente al pian terreno con tavolini vicini e bancone dove preparano i panini in bella vista. Al piano inferiore una saletta raccolta con soffitto a botte e carta da parati raffinata alle pareti. Intimo ma non claustrofobico.
L’hamburger è ottimo perchè la carne è di qualità, è cotta al punto giusto e porta con se il perfetto sapore della cottura alla piastra (con anche gli evidenti marks della griglia). Il pane è ottimo, non solo quello che accompagna l’hamburger ma anche quello servito al tavolo (che provenga da un forno a legna?).
Ho provato anche una Dorka Salad (eccellente) e delle patate fritte a sfoglia sottile. Ecco, le patatine sono state l’unica cosa stonata della serata. Perchè l’idea è interessante (e infatti glie la ruberò) però il risultato (ovvero le suddette patate a sfoglia sottile che vorrebbero essere quelle del sacchetto ma hand-made) era molto unto ed eccessivamente salato.
Al momento di saldare il conto la proprietaria ci ha chiesto come ci eravamo trovati. Le ho raccontato che era andato da loro dovo averne letto qui su dissapore e lei ha risposto con un “Ah che carini, ma li ricordo ancora.”
Insomma, locale ottimo dove tornerò sicuramente.