United Craccos of America

È record. Il miliardario russo Roman Abramovich paga un conto di 52.000 dollari (47.221.09 + mancia) al ristorante Nello’s di New York. E senza fiatare. Tre bottiglie di Romanée Conti, due di Chateau Petrus e due magnum di Cristal Rosè, non sono bastate a spegnere la sete dei sei commensali. Appresa la notizia, Carlo Cracco è stato colto da una crisi di nervi (si scherza).Un po’ per i ricarichi stellari sui vini, un po’ per il menù servito. Neanche il suo sommelier, lo stratosferico Luca Gardini, ha saputo spiegare l’ardito accostamento tra Chateau Petrus e prosciutto e mozzarella. Passi per i tagliolini al tartufo, che immaginiamo innaffiati da un potente Romanée Conti, ma perdio Abramovich! Il Cristal Rosè sulla frittura di calamari non si può guardare, eccheccazzo!
Fonte: TMZ








Salve a tutti, il prezzo di ricarico di un vino è proporzionato in base al luogo dove viene consumato…
Il costo di gesione di una bottiglia a casa mia qualunque essa sia è da 18 a 22 euro a bottiglia escluso l’investimento delle bottiglie in cantina….non oso immaginare i costi del mio collega Cracco… che fa stoccaggio al centro di Milano compreso sommelier, frigo conservatore, magazzino, gestione termocondizionata, bicchieri, lavaggio dei bicchieri,gestione della carta, suppellettili per la gestione del servizio…
Saluti Ciccio Sultano
okappa ciccio,
ma cinquemila cucuzze per un petrus che sarà costato per dir tanto 1500 dollari…
non è tanto il 350 per cento di ricarico, sono i 3500 dollari!
beati loro!
Signor Piasentin per rispondere bene dovrei avere l’amministrazione completa del ristorante di NY . comunque non è cosi che funziona…
Il costo della gestione del vino scinde dal fatto di pagare anche il personale e gli affitti che sono alle stelle a NY.
INOLTRE NON SAPPIAMO L’ANNATA DEL PETRUS…
A NYC il ricarico medio per una bottiglia di quel genere è 3 volte… Quindi… OK, il prezzo è giusto, direbbe la Zanicchi!
Ma questa polemica proprio non la capisco: se uno chiede una bottiglia di quel genere sa dove va a finire. Lo prescrive forse il medico di bere Petrus un giorno si ed uno anche? Questa è la logica della domanda e dell’offerta.
Del resto il buon proprietario del Chelsea al Petrus preferisce normalmente il Romanée-Conti del 2001: e lo beve a Londra in Royal Hospital Rd, da Ramsay, e lo paga 7.200. Sterline. Che sono circa… 13.000. Dollari americani.
Sultano, è vero che i costi di gestione variano fortemente e fa bene a ricordarlo.
Perché non ricordiamo che ad incidere sul prezzo finale sono anche e soprattutto qualità e quantità delle bottiglie custodite in cantina?
Se in uno stellato (per non parlare poi di alcuni bis e tristellati) ci sono poche unità di etichette sotto i 100 euro (!), senza poi particolari sorprese che vorrei aspettarmi in luoghi simili (si, magari proprio anche il piccolo produttore che vinifica in casa e imbottiglia in garage, tirando fuori vini da urlo.. in 200 bottiglie! esempi meno estremi calzerebbero egualmente), beh, il problema sussiste eccome.
Avendo il capitale, tenere in carta 200 griffe mondiali in tutte le annate non sarebbe così difficile: a che pro? Prezzi abnormi, come minimo. Questo è un fatto.
A me interesserebbe poco un posto simile. E’ impersonale, esattamente quello che un locale del genere non dovrebbe permettersi.
Ne vogliamo parlare o facciamo finta che tutti i prezzi siano giustificabili?
Signor Morichetti le bottiglie da 100 euro in su non li obbliga il medico(risposta in generale non solo a lei) nella mia azienda ci sono più di 400 etichette tra i 35 euro e i 60…
Sì vabbè, ma tra SPAGHETI, MILANESA e MOZARELLA siamo proprio a Little Italy. Ma soprattutto mi intriga la presenza di un bel minestrone di verdure in mezzo a tutto quel bendidio alcoolico.
Quoto un ottimo commento dal post segnalato
Il 20 Novembre 2007 cernilli ha scritto:
Quoto. Già parlato in passato, in realtà è una regola logica.
Ma Cernilli era presente quella sera al ristorante? Sa cosa è successo realmente? O parla solo per fare entrare aria nel corpo? Come se già non ve ne fosse abbastanza…
Noooo , Cernilli non era presente nè quella sera nè altre sere da Cracco.
Parla solo per sentito dire, come la guida del Gambero del resto.
Ormai tutto si riconduce agli stessi meccanismi e alla stessa logica del gossip: “Si dice…”, “Mi hanno detto…”, “Ho letto…”
E il cappuccino? Poteva mai mancare negli states?|
ciccio ha senza dubbio ragione, la carta dei vini, soprattutto ad alti livelli ha un costo altissimo, una carta come la sua che se ben ricordo supera le 1000 etichette a fronte di una trentina di coperti rappresenta un costo stratosferico in termini di investimento bloccato e di costi di stoccaggio ! non so quantificarne il costo a bottiglia ma costa davvero tanto e impegna come non mai !!
Signor Lanza il vino in un ristorate di alto livello è un servizio obbligatorio….nella mia specifica sopra escludo l’investimento economico.
Cracco è un’istituzione nel campo enogastronomico e la sua forza di immagine nel pianeta e pari a 100 AAPPIT a costo zero…
Se ci sommiamo tutta la ristorazione Italiana siamo l’immagine del lavoro complessivo di una serie di persone che lavorano per noi e di riflesso per gli altri nel mondo.
dunque criticare un collega come Carlo è un sacrilegio da sprovveduti….Pinchiorri è un monumento vivente e solo vedere la sua cantina è religiosamente bravo… provo devozione per gente che è riuscita in queste imprese.
Caro sig. Sultano, più che un sacrilegio è semplicemente un’ idiozia. Sono d’ accordo invece sul termine “sprovveduto”: quando si parla di ricarichi eccessivi sui vini citando un articolo in cui si parla di un Richebourg Leroy 2000 quotato 685 euro in un ristorante bistellato, significa che vini di questo livello non se ne sono mai bevuti oppure che sono sempre stati offerti.
E’ curioso, si parla del ricco russo che spende a spande a Nuova York in un posto dove non sanno scrivere, ma servono vini francesi, magari taroccati, per poi sparlare Del Cracco e del suo servizio vini, Ma per caso avete chiesto a Cracco qualcosa? Così da sentire anche l’altra campana? O è semplice invidia come al solito?
che strano. penso ai quei ristoratori che in Italia finiscono in televisione perchà rifiutano la prenotazione di Abramovich… e poi si lamentano della crisi…
Signor Eggi se si rifiuta un signore come A significa che non si ha posto…
O forse semplicemente perchè dichiarando che si è rifiutato un tavolo al signor ”A” si finisce su tutti i giornali… Pubblicità gratuita, insomma!
Ciccio Sultano,
la mia é solo ironia e di quanto poi la ‘chiamiamola notizia’, venga sfrutatta molto a vantaggio di Mr Abramovich.
Quando e se tu rifiuti il posto ad un ‘perfetto sconosciuto’ non credo che poi telefoni all’Ansa e gli dici – ho rifiutato il posto al rag. Rossi”….
il senso di questo marketing virale e non convenzionale sfugge a molti ristoratori che pensano di sfruttarlo all’inverso.
in qualsiasi caso il ristoratore si presti al ‘gioco’, la sua figura viene messa in discussione:
- se si presta al gioco, rischia di essere considerato successivamente un luogo dove si spende troppo e che effettua ricarchi sproporzionati;
- se si rifiuta al gioco, rischia di essere considerato un pirla.
ma naturalmente sono mie opinioni
Avendo sentito la storia da una persona mooolto ben informata, il ristoratore ha rifiutato l’una tantum-Abramovich perché il ristorante era al completo di clienti abituali che lo fanno guadagnare tutto l’anno.
.. e poi Abramovich ha cominciato a piangere per la discriminazione ed ha telefonato a Studio Aperto?
Caro Signor Ganascia, l’hanno informata molto male: tra l’altro il signor ”A” frequenta spesso il Bistrot (ovvero il ristorante in questione) come altri ristoranti prestigiosi della Versilia. Quindi ”quella” è stata semplicemente un’idea promozionale divertente e soprattutto efficiente dei proprietari del ristorante in questione…
Oh beh, in tal caso, chisssenefrega
oppure ,perchè daccordo con Abramovich,per fare pubblicita al ristorante e magari aprire un’altro bistro in Russia.non male come idea,ineffeti ora tutto il mondo conosce il bistro e Forte dei marmi.
Il signor ”A” vorrebbe aprire un altro ristorante in Russia… Non il Bistrot!
Sei molto informato,infatti è quello che volevo dire,ma magari piacendo gli troppo la Versilia,vuole immitare proprio quel ristorante,o mi sbaglio?
scusa. quando leggo post come questo mi sento una vera merdaccia. esco dall’università a 28 anni (studiato a venezia dalla spagna solo x lingue ottima de facoltade) e il meglio lavoro che ho trovato è stato portiera d’albergo no full time. capirai che mi esalto quando ordino due bottiglie di prosecco con due sardelle in saor e do fette di polenta.
ciao ciao
Qua si parla di un stramiliardario e di New york e possiamo dire di tutto ma L’America e’ AMERICA E NON MILANO,ROMA,PARIGGI O PURE QUALSIASI GRANDE CITTA EUROPEA e’solo un altro passo amici miei heheheehee….
12 dollari una bottiglia d’acqua è un furto. Anche 9 dollari un cappuccino.
Dipende che acqua e,anche in Italia c’e acque di marca che vanno da 8 a 15 euro.e poi c’e una con la bottiglia di svarovsky che costa 80 euro.
mi scandalizza più un prosciutto e mozzarella a 34 dollari che un la tache (del quale manca l’annata) a 5mila…
Potrebbe essere addirittura mozzarella non eccelsa a un prezzo così basso e con il prosciutto anche. Spedire il fresco oltreoceano non penso sia tanto economico. Da Sofia mi sa che costava di più….
per curiosita che c’entra Sofia,da li si puo spedire il yogurt bulgaro e marmelata di rose damascena,micca il prosciutto.
mi fa cmq piacere che piatti di un’italia “little” ancorché a prezzi gonfiati, siano accostati al gotha dell’enologia francese
E i “rigatoni sicilia” a 36 dollari no?
E’ proprio vero i soldi non fanno la felicità…;-)
Secondo il costume diffuso dei neoricchi russi l’accostamento dei vini è questo: le tre bottiglie più costose.
Se uno ha il piacere di sedersi ad un tavolo che in carta ha Petrus e La Tache sa quanto si deve aspettare dal conto finale… Mi meraviglio di codesti commenti. In ogni caso ”The Mail”, il quotidiano britannico, con fare scherzoso mette la faccenda in prima pagina: si sa, lo spendaccione è il proprietario del Chelsea…
http://www.mailonsunday.co.uk/news/worldnews/article-1224357/Mystery-Roman-Abramovichs-corking-lunch-29k.html
E soprattutto dice esattamente il numero dei commensali: sei persone. I giornali italiani invece riportano l’errore fatto da TMZ che parla, chissà perchè, di 10 persone a tavola, nonostante lo scontrino reciti “six customers”. Non è questione da poco, perchè fa alzare di molto la media pagata a testa.
Esatto…
Comunque non mi pare niente di così scandaloso: il signor ”A” è abituato a queste performance… In fondo si è goduto dell’ottimo vino e con una spesa per lui modestissima, si è conquistato le prime pagine dei più importanti giornali al mondo… Avesse fatto acquisizione mezzi quanto gli sarebbe costato? Milioni di dollari… Senza dimenticare la pubblicità che ha fatto a Petrus e a La Tache: secondo me i vinattieri in questione come minimo due cassettine in regalo…
“potente Romanée Conti”?
“Acquetta fresca” va meglio?
Anche a me Antonio quel “potente” ha colpito. Io non ho ancora avuto la fortuna di assaggiarlo, magari tu si, però non è esattamente l’aggettivo che userei per quel vino a giudicare dai commenti delle molte persone che conosco che l’hanno assaggiato. Dovrebbe essere piuttosto qualcosa a metà tra il paradigma dell’eleganza e l’apice della fine eccellenza.
Perchè poi il Cristal Rosé no sui calamaretti fritti ?
Ciao, Fil.
prima “potente” poi “acquetta fresca”: quando si dice avere le idee chiare
Bravo, questo non sa di cosa parla! Cosa vuol dire poi “Romanee Conti” (stendiamo un velo pietoso sul “potente”)? Detto così sembrerebbe la bottiglia omonima, mentre invece le bottiglie in questione erano “La Tache”. Oppure intendeva che tutte le bottiglie di Romanee Conti sono “potenti”
.
)
Che gli abbiano travasato dell’ ES in una bottiglia di RC?
Ma a chi si riferisce? Chi ha usato il termine ”potente”?
Accetterò di confrontarmi con voi, solo davanti a evidenti prove che avete bevuto la bottiglia in oggetto. Diversamente tenetevi il “potente”
P.s.: L’Es non lo definirei potente, quanto piuttosto “primitivo”
Io vorrei sapere ‘CHI’ ha definito potente cosa… prima di tutto…
Io nel post: “Passi per i tagliolini al tartufo, che immaginiamo innaffiati da un potente Romanée Conti,”
Tra i tremila aggettivi possibili per un simile vino, pare sia l’unico vietato dalla Convenzione di Ginevra.
e comunque: http://www.etimo.it/?term=potente&find=Cerca
Le prove di bevute DRC giacciono nelle mie cantine sottoforma di bottiglie vuote e piene. In ogni caso, anche un astemio ha il diritto di dire che l’ aggettivo “potente” entra in un simile contesto come i cavoli a merenda, dato che si riferisce sempre a un vino dal grado alcoolico particolarmente elevato.
Se poi ci si vuole appellare alla convenzione di Ginevra, allora mi arrendo: Le concedo di definire “raffinata” Carmen di Pietro e “volgare” Audrey Hepburn.
Authentic mafioso-style service. The “maitre DUH” brought us the tab, and we paid $26 for two cappuccinos. We got off lightly. Later we learnt so many have been ripped off HUNDREDS of dollars. Their speciality: INTIMIDATION–To protest would be too embarrassing. Google this restaurant and you can read the HORROR stories. They should be shut down. The most notoriously dishonest HOLE in Manhattan. Say hello-goodbye to Nello and walk on by.
http://www.zagat.com/Verticals/PropertyDetails.aspx?VID=8&R=51584
Ah, capito!!!
Il Romnée sicuramente nobile lo è…
In ogni caso credo che in questo momento il signor ”A” stia facendo altro. I paperoni russi anche quest’anno hanno invaso la Versilia: e hanno lasciato molti denari in giro. Io vivo a Londra ed anche qui spendono parecchio: in generale. Non sono sprovveduti, come qualcuno vorrebbe far intendere: semplicemente hanno avuto la possibilità di assaggiare il meglio. E se lo possono permettere quotidianamente. Perchè accontentarsi di un Massetto se ci si può permettere il Petrus?
[...] Allora, vediamo di che pasta siete Mangiare Fuori United Craccos of America Primo Piano Puzza di bruciato Mangiare Fuori A quale campionato è iscritta La [...]
[...] – Questa settimana l’asticella è stata spostata. Per un pranzo da Nello’s, ristorante italiano di New York, il milionario russo Roman [...]
Povero Abramovich che vuoti interiore terribile deve avere. Un giorno che se ne accorge, ovvero un giorno che dimentica di spendere 100mila dollari come è abituato, è il giorno che si spara.
Puo’ avere tutte le mignotte , le auto e le aragoste che vuole, ma verrà anche per lui la resa dei conti personale.
Ma mi credete che certa gente non mi fa invidia nemmeno guarda a sforzarmi?
Mah. Voi che dite?
a matteé…. ma vaf…..
ma perché scandalizzarsi? sono fatti di abramovich che evidentemente attribuisce a quel locale un giusto rapporto qualità/prezzo.
i nomi dei piatti fanno piangere dall’approssimazione, mancano giusto le fettuccine alfredo e siamo al vertice dello sfigato. a me questo fa ridere: che si può essere ricchi sfondati e ciononostante mangiare di merda perché la cultura, anche quella gastronomica, non la puoi comprare.
[...] da stare allegri. Pare infatti, che il tycoon russo sia parecchio incazzato per la storia del mega-conto da 50.000 dollari. “È tutta una bufala inventata dal signor Nello Balan” ha dichiarato [...]
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/03.gif[/img]
però non credo bastino,
all’eventuale lettore web alle prime armi (lo siam stati tutti, no?)
un link piazzato al campo nome e mezzo rigo di testo estratto