di Prisca Sacchetti 20 Aprile 2016
Antonino Cannavacciuolo, stadio Olimpico

Nell’arena, il momento in cui Prince prendeva il centro del palco arringando il pubblico sull’importanza del bacio, era una specie di segnale in codice. I fan duri e puri del cantante sparsi per l’arena si davano di gomito: di lì a poco avrebbe cantato Kiss.

Spostate la scena in avanti di una ventina d’anni. L’arena è lo stadio olimpico, però oggi al posto del cantante rock c’è ovviamente uno chef.

Antonino Cannavacciuolo: da Vico Equense, 41 anni, due stelle Michelin a Villa Crespi, fortilizio fiabesco sulle acque del lago d’Orta, neo bistrot di tre piani nella piazza principale di Novara, imprenditore, scrittore e divulgatore con la sua Academy che ha organizzato la prima lezione di cucina tenuta in uno stadio (prezzo del biglietto tra 77 e 97 euro ma per mangiare al tavolo invece che al buffet ne servono 247).

Scelta coerente con lo status di divo tv conquistato grazie a MasterChef e Cucine da incubo.

Anrtonino Cannavacciulo, olimpico

Olimpico, Antonino Cannavacciuolo

Olimpico, piatto cannavacciuolo

Oggi, come racconta più sarcastico e diffidente che mai Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera, se lo chef dice tra gli applausi scroscianti: “Questo piatto…” (pausa) “… lo abbiamo già visto tante volte…” (pausa) “ma io…“, i fan si danno di gomito commentando: “tenetevi: sta per preparare i conchiglioni al gorgonzola“.

La trasformazione dello chef in nuova rockstar è perfettamente compiuta.

L’atmosfera mistica ricorda quella che si respirava al raduno del fan club di Iginio Massari, pasticciere-guru dei nostri tempi, molto più in grande naturalmente visto lo sfondo, di solito teatro di grandi sfide sportive come il derby Roma-Lazio.

Roncone dà voce ai fan deferenti, il ristoratore sulla via Domitiana, un po’ prima di Mondragone che si lancia in giudizi estetici: “dal vivo è molto più bello, la televisione lo gonfia un po, e poi si accorgerà che il Maestro non è solo un genio in cucina: è anche un uomo speciale“.

Il fortunato spettatore sorteggiato tra il pubblico per assaggiare la creazione di Cannavacciuolo (chiamandoli semplicemente conchiglioni pare di sminuirli) che li definisce: “Buonissimi! Incredibili… spettacolari… grazie… grazie… che fortuna ho avuto“.

Le cameriere che mandano baci o si mordono le labbra, Domenica e Giulia dell’Osteria Re Baldovino di Battipaglia che si tengono per mano. Le hostess che ricordano il divieto di filmare con i cellulari.

Olimpico, Antonino Cannavacciuolo

Olimpico, Antonino Cannavacciuolo

Olimpico, piatto cannavacciuolo

Il palco con i fornelli, la credenza con i pacchi di pasta, l’olio e il barattolo del sale, la grossa Berkel rossa (affettatrice) si trova sotto la tribuna Monte Mario, sulla locandina c’è scritto: “Spettacolo di alta formazione, cucina e motivazione“.

Una lezione-spettacolo, un corso motivazionale con tanto di  maxischermo e slide che insegna a diventare ristoratori perfetti. Le lezioni si susseguono mentre le 1300 persone del pubblico prendono appunti: antipasti, primi piatti, secondi e dolci.

Arriva il momento del buffet, qui Roncone ha gioco facile nel descrivere il lancio fantozziano in un mischione “da dove i più fortunati escono con un trancio di pizza al pomodoro”.

Il contrasto con i tavoli apparecchiati e riservati a chi ha pagato 247 euro è stridente. Hanno speso tanto ma almeno potranno godersi i piatti preparati personalmente da Cannavacciuolo.

Scherza“, risponde qualcuno dell’organizzazione a Roncone: “Il Maestro ha solo supervisionato il menu“.

[Crediti | Link: Dissapore, Corriere, immagini: Repubblica, Carlo Lannutti per il Corriere della Sera]