di Pierpaolo Greco 14 Dicembre 2017

In collaborazione con Accademia Italiana Chef 

Esiste un discrimine, e se permettete bello grosso,  tra “presidente che mangia le fettuccine alfredo” e presidente che non lo farebbe mai.

Ma Roma, a differenza di altre città, digerisce qualsiasi cosa senza sdegno eccessivo, così, quando i “Trumpe” sono arrivati in città, ha accettato con il distacco dell’antica capitale imperiale che cercassero le loro amate fettuccine in posti in cui il romano medio non ha mai messo piede.

E chissà cosa i “Trumpe” penserebbero se sapessero che la loro amata pasta burro e Parmigiano non se la filano proprio.

Eppure, fettucine alfredo, spaghetti e polpette, salsa bolognese, pizza hawaiana, parmigiana di pollo rappresentano la cucina italiana parallela che esiste ma non esiste: vera nell’immaginario americano, sconosciuta agli autoctoni.

[A Donald Trump piacciono molto le Fettuccine Alfredo]

La cucina tradizionale svolge in Italia un ruolo importante, non solo dal punto di vista identitario, ma anche per lo sviluppo turistico, spiegarla bene e proteggerla dagli stravolgimenti è una delle missioni che si è data Accademia Italiana Chef.

La scuola ha perfezionato un metodo d’apprendimento, basato su corsi di cucina intensivi e un approccio articolato da parte degli allievi, che include esperienze sul campo e stage nelle cucine professionali.

La convenzione con 2400 attività italiane parla chiaro, tra ristoranti, pizzerie e pasticcerie ci sono l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, il ristorante di Cracco o la pasticceria di Sal De Riso. In questo modo non c’è rischio che il passaggio dal rassicurante grembo scolastico alla rude cucina dei locali sia fonte di frustrazione.

[Accademia Italiana Chef: l’ultimo miglio per diventare professionisti]

E poi ci sono le richieste di personale che Accademia Italiana Chef riceve da tutto il mondo per almeno 30 posti vacanti la settimana: ambasciate, grandi gruppi privati, tour operator, catene alberghiere.

A conclusione del percorso gli allievi della scuola di cucina sono in grado di entrare nel mercato del lavoro reale, non a caso l’85% dei diplomati trova occupazione entro due mesi. Chiedete informazioni prima di iscrivervi, scoprirete tante storie di ex professionisti o impiegati che hanno lasciato le loro attività per rispondere, attraverso i corsi di cucina Accademia Italia Chef alla chiamata della loro vera passione: creare con il cibo.

E lo hanno fatto con successo, contribuendo a difendere la vera cucina da orrori gastronomici a base di ananas sulla pizza o pollo nella parmigiana.