di Prisca Sacchetti 12 Aprile 2012
Gin Grass, cocktail

cocktail gourmet

Non voglio farmi sgangherato interprete delle paturnie post-eccesso da aperitivo dietetico di una banda di criticoni come me. E magari come voi. Ma non ci sto capendo più nulla.

Calorie. C’è chi ha mal di testa causa eccesso di bollicine e annuncia una svolta salutista perché in termini calorici l’happy hour è un potenziale attentato alla linea.

Apericena. C’è chi non lo molla perché la crisi ha sottratto potere d’acquisto e l’aperitivo rinforazato risolve la cena, una exit strategy che tra l’altro, piace agli over 65 con rischi consequenziali per la salute.

Caro-Ape. Ma allo stesso tempo c’è chi si lamenta del caro-aperitivo, una dittatura che fa vendere bianchini stile Casa del popolo e salatini degni di una smunta bocciofila a 10 euro l’uno.

Gourmet? C’è chi passa il doposbronza dopoaperitivo a ruminare su cous cous ingialliti, concassé in odore di acido, pasta (s)cotta tre ore prima, olio viscoso come un doposole e tartine da festa delle medie chiedendosi “sarebbe questo il decantato aperitivo gurmé“? Ipotesi scartata.

Igiene. C’è chi le dita gonfie e sudice che pescano tartine rinsecchite dalla sua stessa ciotola le schifa come la peste, come la menta nera del mojito. Che poi si sente male.

Italiani. E ci siamo noi, gli italiani che si lambiccano su come arrivare a fine mese ma non rinunciano al rito. Sorpresa: in controtendenza rispetto al calo dei consumi l’happy hour fa segnare un +12%.

Allora aiutatemi a capire. A fare buoni propositi egoriferiti meno usa e getta dei soliti di Capodanno: smaltire i chili in eccesso, smettere di fumare, diventare più sportivi, perdere meno tempo su Dissapore. In definitiva e al netto dell’immancabile fauna alto-vanziniana: aperi-sì o aperi-no?

Terza ipotesi: aperi-dieta.

Mi si dice che coniugare dieta e aperitivo non è difficile, basta sapere cosa fare. E cosa no.

— Bere senza mangiare per consumare meno è sbagliato (lo stomaco vuoto assorbe l’alcol già 5 minuti dopo l’assunzione, in 10 è metabolizzato per metà, e non è un vantaggio né per la linea né per il fegato).
— I cetriolini sottaceto e le cipolline vanno bene (i primi contengono 25 calorie per 100 g le altre 70 per un etto).
— Bene anche dadini di prosciutto cotto, uova farcite con la verdura, frutti di mare e pesce in genere, qualche tapas di mais.
— Con le verdure in pinzimonio il gioco è fatto (hanno pochissime calorie e placano la fame. Da insaporire con il ketchup, con le salse a base di yogurt o con le spezie).
— Tra i finger-food sdoganati i pistacchi (la solita ricerca afferma che ingrassano poco e fanno bene al cuore).
— Il nemico sono gli alcolici, che possono anche superare le 200 calorie (meglio un calice di vino bianco, 75 calorie, oppure succo di pomodoro, 20 calorie a bicchiere, spremute, 35 calorie, e caffè freddo shakerato ma non zuccherato).

Va bene, grazie. Però così il problema si capovolge. Non è più: faccio o non faccio il bis, ma diventa: faccio o non faccio l’aperitivo?

[Crediti | Link: Corriere.it, LeiWeb, immagine Gourmet]