di Giulia Mancini 2 Marzo 2012

Mai stata una mangiauomini. Eppure, in qualità di osservatrice del genere maschile, oggi voglio offrirvi una carrellata di uomini che ho incontrato tra tavole e cucine. Perché a parte il cibo –che viene sempre prima– la compagnia conta eccome.

Non dico che troverete il principe azzurro, questo no, ma forse capirete quali depennare per primi dalla lista dei potabili.

Ci sono uomini che temono il contatto con la padella, pensano di restare fulminati, inceneriti dalla dea della cucina, moderna Medusa con vermicelli zampillanti pomodoro invece dei capelli. Da quella ritrosia capiamo il nostro destino. Siamo le regine dei fornelli e sempre lo saremo, una cucchiarella come scettro e lo scolapasta per corona, avremo rispetto e dedizione ma io ve lo dico, dalla cucina non usciremo più.
Rivedibili.

Ci sono uomini che cucinano solo in circostanze impreviste e di assoluta emergenza. Allora si cimentano con la malinconia del loro frigorifero inventando paste olio e parmigiano o mirabolanti varianti con Saclà denocciolate e tonno in scatola. Quando va bene. Altrimenti, se le scorte non sono così abbondanti, puntano direttamente il giapponese sotto casa ‘che tanto il sushi non si fredda. A quel che la dispensa non può provvede il take away.
Rivedibili.

Ci sono uomini tra gli esponenti del genere umano, abbastanza prudenti da organizzarsi per tempo in caso di contemporanea chiusura dei rifornitori abituali. Li chiamano: “frizzatori”. Al Super percorrono solo le artiche corsie dei surgelati, conoscono ogni confezione, confrontano i tempi di cottura, e una volta a casa, servono solo cibo fu ghiacciolo. Cucinare è sinonimo esclusivo di aprire, scaldare e mangiare dalla padella. Nel caso ve ne toccasse uno, al primo mesiversario regalate una bella borsa frigo.
Rivedibili.

Ci sono uomini mono-maniaci che vai a capire per quale ragione, forse una fissa, o pigrizia o mania della dieta cucinano e mangiano sempre le stesse cose: petto di pollo grigliato, insalata in busta, pane in busta già affettato, riso pre-bollito e conservato pallido in frigorifero. Perquanto anche il resto, di solito, sia piacevole come una doppia sezione di pilates sotto il sole del deserto. Tuttavia, pensateci, supererà sempre la prova costume.
Rivedibili.

Ci sono uomini più ossessionati dal cibo che da Christina Hendrix Hendricks come dovrebbe essere, alla tenace ricerca di materia prima esclusiva. Bottiglie d’annata, uova costosissime cotte al tegamino con tecniche trafugate alla Nasa, termometro con puntatore laser per scoprire se l’acqua sta bollendo. Uomini promettenti, con loro mangi bene di sicuro. Peccato che gli sforzi cerebrocorporali profusi ai fornelli, riducano drasticamente le energie disponibili per dopocena altrettanto appaganti.
Rivedibili.

Ci sono uomini, poi, che sporcano, schizzano, spadellano, saltano, ungono, infarinano con il ventilatore alla velocità massima, spargono dadolate in meandri sconosciuti.

La morale è che bisogna fare attenzione e non sedurre il primo che capita. Ma diciamolo, il male assoluto non lo abbiamo ancora menzionato.

Ci sono uomini in apparenza normali, zero manie o isterismi latenti, che al tramonto ci portano in riva al mare, si chinano per toglierci i sandali, scelgono un ristorante romantico ma non affollato, spostano la sedia, versano il vino e rispettano ogni voce del galateo. Poi però, al penultimo boccone, con l’espressione che la fiammella della candela rende un po’ luciferina, sganciano convinti il terrificante: “sì, buono, ma come la mia mamma nessuno mai”.

Seduttori “bamboccioni” o se preferite, Martonianamente “sfigati”. I peggiori, non trovate?