di Prisca Sacchetti 1 Aprile 2011

Per ragioni di dieta ho imparato a disprezzare delle cose che avevo sempre mangiato con soddisfazione. Dovevo percorrere questa opzione, mi disse il dietologo, se volevo farcela. Così mi sono auto-imposto di seguire il consiglio, ecco perché capisco il senso di repulsione che qualcuno prova non so, per le lumache, i cavoli, la lingua. Ma ora che sono finalmente libero dalla schiavitù, posso aiutarvi a fare il percorso inverso, per cui, se volete mangiare con soddisfazione qualunque cosa seguite i miei consigli. (Ancora non ho smesso di fumare, mi fermo invariabilmente al punto 5).

— Vedete persone che mangiano le lumache e pensate “non mi piacciono, sono schifosamente viscide, eppure quando lo penso mi sento rude tipo un giocatore di rugby o Liam Gallagher degli Oasis. E siccome costano tanto, farei bene a chiedermi se sono in grado di apprezzare le cose costose”. Certo che siete in grado!

— Provate ogni volta che potete, siccome l’ambiente o una bella presentazione migliorano la percezione del cibo, fatevi aiutare da un amico esperto. Se decidete di dare una possibilità ai cavoli, per esempio, invece di scegliere la prima varietà che capita, fatevi suggerire con quale iniziare. Okay, adesso mettetene in bocca un pezzo, masticate, e via giù nel tubo digerente. Vi sto trattando come bambini? Può darsi, ma intanto il primo passo lo avete fatto.

— Niente da fare, non vi piace, eh. Siete costretti a bere un bicchier d’acqua per togliervi il sapore dal palato, insomma, è più repellente di quel che pensavate? Coraggio, gli essere umani i cavoli li ingoiano e voi, state ancora cercando di imparare come si fa. In teoria.

— E’ trascorsa una settimana. Siete andati in trattoria con gli amici e uno di loro ha ordinato la lingua. Sì la lingua, “quell’enorme tocco di materia viscida e porosa che fino all’altro giorno leccava di tutto in bocca a una vacca”, pensate subito. Calma non esagerate, secondo il vostro amico la lingua è una delizia, anche secondo molti altri. Per inciso, dall’ultima volta che l’avete mangiata è passato così tanto tempo che è impossibile ricordarne il sapore. Del resto, state cercando di imparanre a mangiarla, coraggio, prendetene un pezzo dall’amico e offritegli in cambio un morso della vostra bistecca.

— Dopo un altra settimana, rifatelo. Chiedete agli amici di tornare nella stessa trattoria, e scambiate un assaggio con quello di loro che ha preso la lingua. Lo so che non vi piace, ma così terribile non è. Bè, allora prendetene un altro pezzo.

— Ormai è diventata un’abitudine, vogliamo dire una piacevole abitudine? Diciamolo. Sono passati altri 7 giorni e sentite che siete pronti per buttarvi. Cosaaa? Strano a dirsi ma mangiate la lingua e non vi sta facendo schifo. Da qui a dire che è buona ce ne passa, ma adesso siete ufficialmente iscritti al campionato delle persone che mangiano la lingua.

— La prossima volta che andrete in trattoria la vorrete, la ordinerete e la mangerete.

— Farete così per sempre, mangerete le ostriche, i cavoli e la lingua e non tornerete indietro.

Happy End.

[Crediti | Immagine BBC]