Da che parte state nella guerra tra ristoranti e gastrobar?

Il cartello esposto fuori dal ristorante Papà Francesco a MilanoMilano non è solo Davide Lacerenza, il proprietario del discusso ristorante La Malmaison che ieri ha lasciato uno sgarrupato commento su Dissapore. Proprio a un passo dalla Madonnina, esattamente all’angolo di Piazza della Scala, da pochi giorni è iniziata la GUERRA tra ristoranti e bar, tra fornelli e microonde. Come anticipato nel weekend, l’arma è un cartellone esposto da Davide Bonomo del Papà Francesco di via Marino all’ingresso del suo ristorante. In una parte, un cuoco sceglie i pomodori più profumati, pre­para un sugo e serve al turista il piatto di spaghetti fumanti. Nell’altra, un barista sceglie un precotto in busta al supermercato, lo scongela nel microonde e serve lo stesso piatto di pasta a un altro turi­sta. Sopra c’è una domanda: «Tua madre ti farebbe mangiare cibo preconfezionato?”

Bersaglio del cartellone è Riccardo Cozzoli, proprietario del vicino Bar Marino, colpevole secondo Bonomo, di pre­sentare un menù apparente­mente identico al suo, senza avere una cucina, e senza sottostare alle decine di controlli e norme rigidissime su igiene, modalità di congela­mento, conservazione, cottura e somministrazione dei cibi. Ma Cozzoli dispone di regolare licenza, e si difende dicendo di avere una filosofia, quella di offrire a turisti e impiegati un pranzo veloce ma diverso dal solito panino.

Ci piacerebbe sapere nella guerra tra ristoranti e gastrobar (© del commentatore Davide) a chi va la vostra comprensione. Siccome tra i lettori di Dissapore ci sono alcuni ristoratori, sarebbe interessare sapere se vi siete trovati in situazioni simili, e quali pensate siano le soluzioni ehm, pacifiche al problema. Le guerre lasciamole ai titoli dei post.