di Prisca Sacchetti 7 Luglio 2011

E’ che da una parte son contento, la cucina anche se nella sua accezione peggiore — l’accezione Cotto e mangiato — contagia perfino i bimbi. Dall’altra la scimmiottatura dei grandi mi mette i brividi, e non solo perché la scimmiottata è Benedetta Parodi. Penso con orrore a un “Bravo Bravissimo” della cucina, o a un Ti lascio una canzone”, e come nel peggiore degli incubi immagino il volgarissimo talent show ambientato in una specie di kinderheim dove il conduttore incita i concorrenti, “sbatti stellina, mescola passerotto”.

La presenza in studio dei genitori che si beano delle incerte creazioni dei pargoli mi sconforta, la salivazione è azzerata, temo che la cucina rientri nello sfruttamento minorile, una specialità della Tv. Questa è una rappresentazione distorta di come i bambini dovrebbero avvicinarsi ai fornelli.

Poi mi fermo, forse sto esagerando, in fondo è solo un bambino, anche se per avere la sua età si scusa un po’ troppo.

Sono indeciso, qual è il male minore? Guardare e sorridere, o proteggere i bambini dagli adulti che hanno trasformato la loro vita in Tv?