di Silvia Fratini 13 Settembre 2011

Se avessi un euro per ogni volta che dico sì alla proposta di uno stravizio agostano potrei smettere di lavorare. Ah ma ora basta, è tempo di riprendersi la linea: torno a casa e faccio la ricetta del minestrone cui raccontare i miei crucci.

TESTI SACRI. Problema: non vorrei brutalmente sottovalutarlo, ma il minestrone una sua ricetta ce l’ha? Quando sono ansiosa mi fumo sempre un “Jolly della buona cucina“, gli immortali ricettari a spirale. La saggezza di un cuoco old-style come Luigi Carnacina funziona più del Tavor.

“Le minestre” elenca 5 tipi di minestroni, saranno paranoie femminili ma alcuni sembrano zuppe, con cereali e legumi al posto dei vegetali. In quello “alla Napoletana” però, spuntano zucca e rape, olio, polpa di pomodoro e acqua al posto del brodo. Tre ore a bollire in un tegame di terracotta e il gioco è fatto. Nelle altre 4 versioni pancetta, prosciutto, brodo di carne, riso, pasta. Confusione: riesco a pensare solo cose originalissime tipo “ah ma allora tutto fa brodo”.

LA CONNESSIONE INTERNET. È il momento di far lavorare la connessione internet. Sul web il minestrone è una piccola celebrità, gli hanno perfino intestato una dieta… minestrone per giorni… bah. Vado sul sito de La Cucina Italiana, mitica, e con viva sorpresa scopro burro al posto dell’olio, surgelati piuttosto che verdurine fresche, mais in scatola invece dei fagioli freschi o secchi. Riprendo il “Jolly della Cucina” e lo bacio.

Sull’attacco della ricetta sono tutti d’accordo: sciacquare, pulire e tagliare le verdure, ridurle in pezzi più o meno grossi. Reciproca intesa anche su: leggero soffritto di cipolla, sedano e carota in olio extravergine. Qualcuno irrobustisce la base con pancetta o prosciutto, c’è chi sfuma con il vino rosso. Seguono le verdure, aggiunte a seconda del tempo di cottura, e i legumi. La morte sua, il fagiolo, sembra trovarla proprio nel minestrone. Sonia di Giallozafferano va di fagiolo in scatola, ma se la vostra voglia di lavorare non si taglia con un grissino usateli freschi appena sbollentati.

CAPITOLO BRODO. Due scuole di pensiero e mezzo, dite ciao alla nuova sfida dei fornelli. Da una parte i fanatici del brodo di carne, dall’altra gli estimatori dell’acqua, aggiunta a caldo o a freddo, in mezzo quelli che anche un brodino di verdure andrebbe bene. Prendere posizione è un vostro preciso dovere morale.

La storia finisce quasi sempre aggiungendo riso o pasta, parmigiano grattugiato e un filo d’olio.

IL TOCCO GOURMET. Una prozia, e anche i bambini sanno che le prozie si sfondano di minestroni, adorava mettere delle bucce di Parmigiano Reggiano lasciate ammorbidire nel brodetto, compiacendosi del fatto che intorbidissero l’intruglio. A chi chiedeva il riso lo negava (alla lunga passa di cottura) autorizzando invece una bella fetta di pane tostato che dà la nota croccante, strofinabile dai più coraggiosi con poco aglio.

Nel frattempo mi è venuta la fame di un bue e ancora non ho neanche iniziato a lavare le verdure.

LA RICETTA PERFETTA DEL MINESTRONE.

Ingredienti

Al mercato compro: zucchine, carote, patate, verza, cipolle, pomodorini, zucca, sedano e peperone. Fagioli ne trovo, ma talmente tristi che desisto, ripiegando su quelli in scatola.

Preparazione

Comincio riducendo a pezzettini sedano e carota, affetto la cipolla ed avvio un leggero soffritto. Siccome il rosicamento genera mostri, non resisto e aggiungo un pezzetto di lardo. A fianco, preparo un leggero brodo vegetale e lo mantengo tiepido: avrei del brodo di pollo congelato ma preferisco mantenermi sul vegetale a go-go.

Proseguo aggiungendo patate, zucchine, peperone e verza ridotta a striscioline. Lascio insaporire qualche minuto, dopodiché aggiungo lentamente il brodo, alzo la fiamma e continuo a unire liquido di cottura mantenendo il bollore. Per non sognare i rimbrotti della prozia incorporo anche le croste di Parmigiano e lascio cuocere per un’oretta. Verso la fine aggrego i fagioli in scatola.

Spento il fuoco lascio intiepidire per una buona mezz’ora, tosto due fette di pane (peccato non aver avuto quello cafone del paese) e inciotolo con un pizzico di Parmigiano, basilico o origano fresco e olio. Olè.

P.S. Ad aver avuto i fagioli freschi, altra storia. Questi erano buoni ma temono confronti.
P.S. 1. La prossima volta provo con le croste di pecorino. Con le verdure robuste e un pizzico di peperoncino esce il minestrone ideale.
P.S. 2. Ultimo: ho dimenticato di mettere la zucca perché sono orrendamente sbadata, voi mettetela.

E ora il momento rivelatore: come declinate la passione per il minestrone? [Perché solo i veri cucinomani si appassionano al minestrone, chiaro]

[Crediti | Link: Bookweb. La Cucina Italiana, GialloZafferano, immagini: Silvia Fratini]