di Silvia Fratini 6 Dicembre 2011

Sciocchechesiete, sapevate che la frase d’amore più bella è “Cara, il 25 tutti al ristorante?”, e invece quest’anno cucinerete il pranzo di Natale. Sì, certo, avete l’esperienza e il talento per farcela, ma sapete che la cosa è complessa (specie per delle maniache perfezioniste come voi), e che le ore prima del pranzo di Natale somiglieranno a un melodramma di ansia e agitazione screziato di lacrime.

Così, se ci volete riuscire senza overdosi di cioccolato, senza mettere a rischio la vostra sanità mentale o gli equilibri familiari già precari, dovete iniziare subito. Con “Niente panico: è Natale“, nuova e antistressogena serie di Dissapore, ci avviamo verso Natale tenendoci per mano. A ogni episodio spunteremo le cose fatte calme e fiduciose, combatteremo anche l’invasione aliena di babbi, alci, angeli e candele profumate al muschio. E quello che andremo a realizzare non sarà un pranzo di Natale gratuitamente auto-punitivo tipo Benedetta Parodi/Antonella Clerici/Tessa Gelisio. Tre settimane sono abbastanza per riuscirci.

Il primo step riguarda la casa. Poi passeremo alla pianificazione del menu.

CASA (1). PULITELA. Avere una casa pulita vi farà sentire pronte e competenti. Iniziate stasera stessa, non dimenticate che abbiamo davanti il ponte dell’Immacolata.

  • Lavate il tovagliato che userete a Natale, se lo avete, poi piegatelo e mettetelo via.
  • Per autolesionismo avete invitato le zie del Sud a fermarsi qualche giorno? Lavate la biancheria degli ospiti e assicuratevi di avere le lenzuola e gli asciugamani che servono.
  • Pulite il frigo a fondo e con cura.
  • Lasciate stare i pavimenti per ora, quelle sono pulizie last-minute.
  • Premiate vostro marito, stasera. Offritegli di scolare tutte le bottiglie di liquore aperte, e riciclatele per ogni evenienza.

CASA (2). ATTREZZATELA.

  • Controllate la scorta dei giochi di società, procuratevi qualcosa di semplice e rumoroso che escluda l’ipotesi tombola (argh! Gli orribili fagioli in giro per casa).
  • Se non avete tovagliato natalizio proibite tassativamente a mogli compagne e femmine frequentati di esaltare il loro, con i carinizzimi decori in oro e argento. Investite con poco sforzo in una tela monocolore rossa o bianca, di quelle da combattimento, che pure se i bimbi ci scrivono su la letterina di Natale con il sugo dell’arrosto non succede nulla. In alternativa, girate le vecchie tovaglie.
  • Passate in rassegna le decorazioni di Natale, eliminando quelle che rendono la vostra boiserie simile a una vetrina di Co.Import.
  • Giustificate l’assenza di quattro luminarie intermittenti sul balcone con improvvisi attacchi di panico da riscaldamento globale.

MENU PLANNING.

  • Da vere boss della cucina, approfittate di qualsiasi offerta d’aiuto, e se nessuno si fa avanti appioppate incarichi, scappando subito dopo.
  • Pianificate il menù tenendo per voi i piatti caldi da ultimare in poco tempo, prenotate il prenotabile e giocate con i vostri pezzi forti: abbandonate ostriche, polvere di caffè e sospiri di prezzemolo e fate partire la ola per lo spaghetto col tonno.
  • Tocco alternative-kitch: fate una piccola scorta di piatti, bicchieri e tovaglioli di plastica possibilmente sui toni del rosso e del verde, del tipo che ci scrivi il nome sopra e partono gli Elio con Tapparella. Variante pseudo-artistica: tovaglioli a ventaglio.
  • Mettete in lista la Coca Cola digestiva post abbuffate notturne di pandoro. Nei casi più difficili, prevedere dosi importanti di bicarbonato.
  • Se avete pargoli, vi tocca la preparazione dei biscotti di Natale: rassegnatevi ad avere zenzero e cannella come compagni di letto per la prossima settimana e comprate almeno un paio di stampini a forma di renna o stella cometa: li riciclerete come portatovaglioli in cene con amiche fescion.
  • Avete ospiti pseudo-intolleranti a qualcosa, schifiltosi del pesce, oltranzisti del bio? Bè, avvertiteli di portarsi la pappa da casa, in fondo, è Natale pure per voi.

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