di Barbara Torresan 21 Novembre 2011

“Coraggiosa, gentile, umile prova a reinventarsi. Da capo, dal nulla, da sola. Chiara inventa energie che non ha, ingigantisce le motivazioni per farsele bastare. Tenacemente pensa che avvicinare un sogno e renderlo reale può ancora valere la pena. Un sogno semplice, solo un piccolo ristorante. Fino al 4 novembre. Giorno in cui mentre lavora nel suo locale sente un grido nell’altra sala. Poi un’altro, poi il rumore dei clienti che scappano, il gorgogliare agghiacciante del fango che invade la cucina. Esce al volo, con quel miracoloso attimo di anticipo che impedisce al pesante frigorifero di caderle addosso, un momento prima che il fango sommerga tutto azzerando il suo piccolo sogno.

Nei giorni seguenti sta spesso in sielenzio, le energie lasciano le parole asciutte perché servono ad alimentare i gesti. Non ha più neanche la forza di provare emozioni, è stanca. Stanca ma grata. Al gruppetto di giovani che sono stati con lei per ore a spalare fango e detriti. Agli amici che le hanno telefonato e scritto anche se non ha potuto rispondere a tutti.

Grata ai tecnici che provano in tutti i modi a riparare attrezzature e impianti prima di decretarne l’inevitabile dismissione, e ai clienti che mettono il naso nel ristorante per lasciare un saluto e un augurio per poi scappare verso analoghi tormenti. Lei è fatta così: si danna di fatica e tace, lancia messaggi di fiducia senza neanche rendersene conto, esprime gratitudine soprattutto con gli occhi.

Ma è per noi che il suo tacere e rimboccarsi le maniche sono una grandiosa scuola di vita. Il sostegno che l’è arrivato spontaneamente da quelli che la conoscono sono un’assoluta, semplice testimonianza del suo valore.

Dopo l’alluvione di Genova siamo da capo: un’altra caduta in ginocchio, un altro sforzo per rialzarsi in piedi. Primissimo passo verso un nuovo sogno, quello di sistemare tutto e riaprire il suo ristorante. Con denaro e attrezzature che non ha più, tutto portato via dalla piena. Con un coraggio che a guardarlo da lontano fa male da piangere”.

Queste parole mi hanno scossa. Conosco Chiara dai tempi in cui non avevo un blog, ma chiacchieravo con lei tra i commenti di Cavoletto di Bruxelles, il sito di Sigrid. Ci siamo anche incontrate qualche volta, e malgrado non fossimo amiche in senso stretto, 3 anni fa, quando ho attraversato una profondissima crisi personale e professionale, è stata lei a offrirmi una boccata d’ossigeno, con generosità, senza risparmio. Gran donna la nostra Chiara, prima il bed & breakfast, poi a luglio 2011, ha rivoluzionato la sua vita aprendo con una socia, Claudia, l’Officina di cucina. Inseguendo il suo sogno.

Quel sogno che tutti abbiamo nei nostri personali cassetti e che non sempre riusciamo a realizzare. Ma concretizzarlo e vederselo strappare sotto gli occhi, del tutto impotenti… dev’essere devastante.

Pochissime ore dopo la tragedia di Genova, scatta la solidarietà via mail e online, si comincia con l’apertura di un conto su cui chiunque, anche in forma anonima, può fare un versamento. Anche di due euro, perché no? Coalizzandoci con Lydia, Alessandra e Marichiara decidiamo di aprire un gruppo su Facebook : Foodblogger per Officina di Cucina. Di ora in ora il gruppo si è animato e riempito di membri, tutti con idee, voglia di fare, aiuti concreti. Abbiamo contattato aziende, fornitori, amici chef, abbiamo diffuso la notizia e… gli aiuti stanno arrivando. Davvero. C’è chi segue la situazione sul campo a Genova, tecnici, manovali, professionisti, amici. E ci siamo noi, che raccogliamo fondi e scorte alimentari, organizziamo mercati e cene pro Officina di cucina, insomma, raccogliamo denaro in modo dignitoso. Proprio come Chiara. Che ancora oggi non ha chiesto niente a nessuno, ma proprio per questo ha bisogno di tutti noi.

Online ci sono le liste delle necessità, le info tecnico-pratiche, gli aggiornamenti e il blog di Chiara – Tocco e tacchi – con le immagini del “prima e dopo l’alluvione”: (uno, due, tre, quattro). Ce la stiamo facendo, Chiara riaprirà il suo ristorante e dopo andremo a festeggiare. E in tutto questo, emerge finalmente il lato nobile delle persone.

Abbiamo ancora bisogno d’aiuto. Ci date una mano?

IBAN: IT86T0617501410000001648580
Intestato a: OFFICINA DI CUCINA S.N.C. FONDI ALLUVIONE 2011 NEGOZIO

[Crediti | Barbara Torresan è autrice del blog Chez Babs, immagini: Tocco e Tacchi]