di Prisca Sacchetti 21 Novembre 2011

Sapete come vanno certe cose. 50 anni, una bottiglia a far da detonatore, e imprevedibilmente, quel cretino del tuo cervello decide di farti riflettere sulla vita vissuta. Nonostante il tempo sprecato quand’ero solo un ragazzino, non posso lamentarmi, sono abbastanza soddisfatto. Posso dire di avere viaggiato a lungo, molto e a volte sadicamente mangiato/bevuto, provato alcune droghe, impedito alla mia vita sociale di okkupare (protestare). Più che altro mi sono spesso divertito in modo incosciente e liberatorio. Ovviamente, la contabilità non è tutta favorevole, ci sono cose che avrei voluto fare prima dei 50 e che ora, temo di dover rinviare a tempo indeterminato o abbandonare del tutto. Sì, sto lentamente accettando il fatto che per certi impulsi giovanili è il momento dei titoli di coda.

Ecco la lista delle sei cose che vorrei aver fatto, bevuto o mangiato prima di compiere 50 anni.

(1) Far l’amore nelle vigne per una settimana.
Non in tutte le vigne. Ma di notte, nelle sette vigne del Sassicaia : Doccino, Castinglioncello, Quercione, San Martino, Mandrioli, Sassicaia e Aianova. Il posto è splendido, una collina insolitamente alta accanto a Castagneto Carducci, Maremma toscana, con in cima un castello come nei disegni che facevo da bambino. Salire è una bella sfacchinata ma il genere di ricompensa rende indistruttibili.

(2) Topparsi l’esofago con una torta al cioccolato.
Non l’ho fatto, ma avrei volentieri spinto la passione per il cioccolato fino al limite. Prendi i ferraresi, ogni occasione è buona per fare la Torta Tenerina, formerly known come Torta Tacolenta per l’impossibile soglia di appiccicaticcio. Topparsi l’esofago con una porzione giga, tipo che se muori il giornale del giorno dopo titola “colesterolo funebre”. Poi quattro o cinque bicchierini di rum, Exò zacapa su tutti, per sciogliere il toppone. E finire con un sigaro, un Toscano: il Moro.

(3) Nigella Lawson che cucina per me.
La voluttuosa cuciniera inglese ha generato più fantasie sessuali di chiunque altro. Per anni ho pensato che guardarla cucinare equivale a vedere un porno d’autore. Nigella è una wonderwoman, sicura, bella, sexy, professionale, con licenza di uccidere i nemici che minacciano la vita: il tofu, la Dukan e le diete proteiche, le sedute di jogging, la cucina vegetariana. Nigella che cucina per me e poi cede al piacere sensoriale.

(4) Cotechino e zabaglione.
I’m in a La Grande Abbuffata state of mind. Mangio un cotechino intero possibilmente artigianale, ‘che tra quelli e gli altri c’è un’irragionevole gamma di sfumature. Emendato però dal solito purè e lenticchie. Bensì accoppiato, sotto lo sguardo esterrefatto di ogni commensale, a una smisurata ciotola di zabaglione. Poi, per allonatanere anche l’ipotesi più remota di sentirsi frustrati, abbandonarsi rumorosamente all’impegno digestivo.

(5) Andare alla Francescana di Massimo Bottura e convincerlo a mangiare con me cozze e ricci di mare.
Devo ancora incontrare qualcuno che non si vanti di essere stato alla Francescana di Massimo Bottura. Del resto, vi sembra sensato piccarsi di disdegnare un ristorante così evidentemente rilevante nella formazione di un gourmet? Io alla Francescana ci sono stato, ma ora vorrei potermici sedere con lo chef Massimo Bottura da un lato e il sommelier Beppe Palmieri dall’altro. E finalmente ubriacarmi! Al diavolo tutte le precauzioni e l’autocontrollo imparato in anni di degustazioni. Mentre con Bottura ci batteremmo un high-five mangiando chili di cozze e ricci di mare. Più bollite che non.

(6) Giocare al dottore con Antonella Clerici.
Lei è la bambina io il dottore. Anomalo però, più ricette che ricettario. 180 gr. di bianco d’uovo a neve, 180 gr. di zucchero a 121 C° da montare con lo zucchero, 380 gr. di panna montata, uno shot di ruhm, 500 gr. di yogurt, 3 gr. di colla di pesce. Non c’è nulla di strano se il risultato di tanto paziente lavoro, a una bambina, finisce inavvertitamente addosso. Allora, un po’ per contiguità un po’ per rendermi utile, smaltisco tutto con la lingua e l’ormone in fermento iniziando proprio da lì. (Oh gioia!)

Qualunque sia il traguardo che avete raggiunto nella vita, 50 come trent’anni, il primo fidanzamneto o perfino il matrimonio, qualcosa che rimpiangete di non avere ancora fatto deve pur esserci. Ecco, cosa?

[Crediti | Immagine: Stockphoto]