di Tanya Gervasi 20 Dicembre 2013
Tanya Gervasi

Ciao sono Tanya Gervasi, modella a New York. Si dice in giro che sia bella. Si dice molto meno che ho fatto studi gastronomici e mi piace molto mangiare. Per raccontare questa passione desideravo solo approdare su Dissapore. Che le cronache dalla Grande Mela abbiano inizio.

Le mode e gli eccessi vanno sempre stigmatizzati. Ma ci dicono anche qualcosa di noi. E delle nostre debolezze. Per dire, io ridevo di quelli che si svegliano alle 5 di mattina per mettersi in coda davanti alla Dominique Ansel Bakery (al 189 di Spring Street, in pieno South Village) e accaparrarsi un cronut. Finchè non ci sono andata anch’io.

Un momento, non ho detto cos’è un cronut! Probabilmente ho fatto bene, visto che sono su Dissapore, ma non si sa mai. Parliamo di un ibrido tra un croissant e un donut (ciambella), che per qualche motivo astrale pare essere il cibo più cool della Grande Mela al momento. Tanto che ci si chiede se l’evento sia azzannarlo o partecipare alla coda.

Passiamo alla fredda e spietata cronaca e scopriamolo.

Ore 5: il suono della sveglia invade la mia relazione con il sonno. I primi pensieri sono da censura. Mando subito un messaggio a Nina, la mia compagna di avventura, per comunicarle che nonostante il sonno e le occhiaie non mi sarei tirata indietro. Lo stesso vale per lei, unica mia amica/modella immolatasi sulla via del cronut.

Ore 5:30: la metropolitana ha qualche problema (sì capita anche nella Grande Mela, e sì, noi modelle prendiamo i mezzi pubblici), mi tocca fare mezz’ora di strada a piedi, al buio e al gelo invernale di New York. Che bella vita quella di una gastrofissata! Ma non mi pento.

Ore 6: svolto in Spring Street e, ancor prima di chiedermi a che altezza si trovi la Dominique Ansel Bakery, svetta la sacra fila. Non è possibile che siano lì da prima delle 6! Ma è proprio così: mi rispondono che sono arrivati intorno alle 5:30… Mi sforzo di non giudicare; del resto sono anch’io qui con loro. Mi limito a sorridere e fare conversazione. Il primo della fila ha una valigia enorme ed è appena arrivato con un pullman da Boston. È arrivato presto e quindi ha pensato bene di venire a fare colazione con un cronut (o due). Mi sembra giusto, chi non lo farebbe.

Nina e Tanya Gervasi

Dopo di lui, c’è una coppia di amici e un gruppetto di quattro donne che sorseggiano beveroni inumani, formato XL di Starbucks, ridono e scherzano ignari della beffa che li attende: non potranno assaggiare il delizioso ibrido perché il locale apre solo alle 8 (pensavano alle 7:30) e a quell’ora devono presenziare come pubblico al Dr. Oz Show, un talk show americano molto seguito, condotto da un medico – almeno credo.

Poco male, alle 6 mi ritrovo a essere in quarta posizione nella fila. Il famigerato cronut si avvicina.

Ore 6:15: Sono passata da essere la quarta a essere la settima in fila, perché nonostante il regolamento sul sito dica chiaramente che non si può tenere il posto agli amici, esiste una certa flessibilità entro le 7 di mattina. Inoltre anche Nina era un po’ in ritardo quindi le stavo tenendo il posto. Piango dentro.

Ore 7: non sento più le dita dei piedi, ho freddo, fame, rare ma costanti inclinazioni suicide. Altre due persone si sono aggiunte al nutrito gruppetto davanti a me e la linea compassione/pazienza sta per naufragare. Datemi sta ciambella… pardon, un cronut. Mi ricompongo. Ma fuori siamo sui -10°. Proprio per questo motivo, solo per la stagione invernale sono stati “inventati” i winter pass, che vengono distribuiti intorno alle 7 e permettono di riservare il cronut, per poi tornare comodamente a ritirarlo verso le 10.

Nina e io ci guardiamo e ci diciamo che se abbiamo aspettato fino a quel momento, possiamo resistere fino alle 8. Per ammazzare l’attesa, però, chiediamo alla ragazza dietro di noi di tenerci il posto mentre andiamo a prendere un caffè caldo da Starbucks (infrangendo il tanto decantato regolamento, di nuovo).

Ore 7:20: inizia a nevicare. È improvvisamente commedia romantica: io e Nina ad aspettare i cronut sotto la neve a New York. Due commessi di D.A. Bakery escono e vengono verso di noi reggendo due vassoi con piccoli bicchierini di cioccolata calda e delle petite. Un gesto molto carino per scaldare l’atmosfera e rendere l’attesa più dolce. OK, ma potevano farlo un po’ prima, no? Per bilanciare la gentilezza, una ragazza esce dal locale e urla a gran voce il regolamento: si possono comprare massimo due cronut a testa. Il cronut di oggi è di cioccolato Valrhona con champagne e zucchero all’arancia sopra.

Ore 7:50: comincia il countdown! Qualcuno spera che aprano qualche minuto prima, ma è solo un’illusione. Non esiste pietà, solo gelo e pessimismo.

Ore 8: Ce l’abbiamo fatta! Le persone di fronte ne prendono due a testa e il dubbio assale anche me: quanti ordinarne? Nina non ci pensa su e ordina anche un macaron. Sono tutti felici e soddisfatti, ridono e scherzano. Io non vedo l’ora di sedermi e fare finalmente colazione.

Ore 8:15: Ci siamo… ho tipo l’ansia da prestazione. Prima di addentare questo coso lo osservo, lo annuso, lo studio (mmm da che parte dare il primo morso?) infine afffondo! Percepisco subito qualcosa di morbido: alla fine è una ciambella (prima eresia detta) e… sorpresa: ha il ripieno! Nina ed io ci guardiamo, in dubbio su cosa dire restiamo in silenzio e continuiamo a gustarci il sudato cronut.

Dopo un po’ le chiedo: “Ti piace?”. Nina è un po’ incerta “Ehm sì, è buono ma… diverso da quello che mi aspettavo”. “Hai ragione, non mi aspettavo avesse il ripieno e pensavo che fosse più croccante”. Bingo! Entrambe ci eravamo fatte un’ idea e ci aspettavamo qualcosa a forma di ciambella, ma che sapesse di croissant, invece è qualcosa di atipico, abbastanza unico.

Il problema delle aspettative è che il più delle volte si resta delusi. Mi è stato chiesto se vale la pena aspettare al freddo per assaggiarlo. Dico di sì, ma solo se armati di buon umore, autoironia e buona compagnia.

Dominique Ansel e Tanya Gervasi

Non possiamo andare via, però, senza una foto con l’ideatore del cronut: l’unico e inimitabile Dominique Ansel. Indosso quindi gli occhietti dolci e la sfacciataggine tipica da modella. Chiedo a un commesso se mi chiama Dominique Ansel perché “noi due avremmo il piacere di fare una foto con lui”: cinque minuti dopo eccolo materializzarsi davanti a noi.

Dopo una breve chiacchierata – Di dove siete? Vi siete trasferite? Vi piace NY? – mi consiglia un ristorante italiano buonissimo sulla 6° avenue (Bar Pitti). Infine scattiamo la foto-ricordo. Uscendo compro un macaron anche io, Nina ha detto che è divino e ha ragione: meglio persino di quelli di Ladurée. Con Hermé se la giocano.

commenti (36)

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    1. Avatar GIANLU'63 ha detto:

      Nina, se sposi Davide, mi presenti la tua amica

  1. Avatar Dirtyfishydishcloth ha detto:

    “meglio persino di quelli di Ladurée”…non che sia difficile, trovare dei macaron migliori di quelli di Ladurée.

  2. Avatar Franca Formenti ha detto:

    dominique è uno chef del giro di kreemart che ha lavorato con marina abramovic prima che diventasse una star.
    ho pure un calco del naso di cioccolato di marina da qualche parte sperando non sia finito nello stomaco di qualche amico ospite distratto 😉
    visionario è dir poco !!!

    http://www.youtube.com/watch?v=GuhxHvyzVLU

    1. Avatar nico aka tenente Drogo ha detto:

      ohhhh, nientemeno che il calco del naso di Marina Abramovic …
      mai più senza 😉

  3. Avatar Alessia ha detto:

    Addirittura l’inviata modella da New York! Non scrive nemmeno male.

    1. Avatar carlo59 ha detto:

      e poi sedute vicino a loro c’erano anche Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha (cit. Drogo)

    2. Avatar Paolo ha detto:

      Odddio, Carlo, magari non e’ distante dalla verita’ 🙂
      Tieni conto che Tanya (gnocca spaziale, e non lo ripetero’ mai piu’), fa la modella curvy, cioè il tipo di donna che piace taaaaanto a noi italici, è laureata a Pollenzo, scrive benissimo, e ci delizia di foto con colleghe non meno spaziali di lei.
      Insomma, potrebbe benissimo avere come vicine di tavolo le quattro eroine in questione.
      Che però, ti avviso, scapperebbero in fretta: Carrie arriverebbe si e no all’ombelico di Tanya, se hai fatto caso 🙂

    3. Avatar nico aka tenente Drogo ha detto:

      “curvy” :-O

      a me sembra una 42, al massimo una 44

    4. Avatar Paolo ha detto:

      Nico, non ci vuole molto per trovare il suo blog e tutti i dati caratteristici di una modella. L’aggettivo non me lo sono inventato io ma viene appunto da dati pubblici e da lei stessa usati.

  4. Avatar nico aka tenente Drogo ha detto:

    complimenti a chi è riuscito a inventarsi una roba per cui vale la pena (ma varrà la pena?) fare la fila tre ore all’alba e al freddo

  5. Avatar Fabio ha detto:

    Se si fa un reportage con due inviate così carine si distoglie il lettore dai contenuti dell’articolo medesimo!

  6. Avatar roro ha detto:

    Scusate..io invece mi voglio sposare con Dominique, se non altro per non fare la fila..