United Craccos of America

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È record. Il miliardario russo Roman Abramovich paga un conto  di 52.000 dollari (47.221.09 + mancia) al ristorante Nello’s di New York. E senza fiatare. Tre bottiglie di Romanée Conti, due di Chateau Petrus e due magnum di Cristal Rosè, non sono bastate a spegnere la sete dei sei commensali. Appresa la notizia, Carlo Cracco è stato colto da una crisi di nervi (si scherza).Un po’ per i ricarichi stellari sui vini, un po’ per il menù servito. Neanche il suo sommelier, lo stratosferico Luca Gardini, ha saputo spiegare l’ardito accostamento tra Chateau Petrus e prosciutto e mozzarella. Passi per i tagliolini al tartufo, che immaginiamo innaffiati da un potente Romanée Conti, ma perdio Abramovich! Il Cristal Rosè sulla frittura di calamari non si può guardare, eccheccazzo!

Fonte: TMZ

Avatar Prisca Sacchetti

31 Ottobre 2009

commenti (60)

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  1. Avatar ciccio sultano ha detto:

    Salve a tutti, il prezzo di ricarico di un vino è proporzionato in base al luogo dove viene consumato…
    Il costo di gesione di una bottiglia a casa mia qualunque essa sia è da 18 a 22 euro a bottiglia escluso l’investimento delle bottiglie in cantina….non oso immaginare i costi del mio collega Cracco… che fa stoccaggio al centro di Milano compreso sommelier, frigo conservatore, magazzino, gestione termocondizionata, bicchieri, lavaggio dei bicchieri,gestione della carta, suppellettili per la gestione del servizio…
    Saluti Ciccio Sultano

    1. Avatar carlo piasentin ha detto:

      okappa ciccio,
      ma cinquemila cucuzze per un petrus che sarà costato per dir tanto 1500 dollari…
      non è tanto il 350 per cento di ricarico, sono i 3500 dollari!

      beati loro!

    2. Avatar CIccio sultano ha detto:

      Signor Piasentin per rispondere bene dovrei avere l’amministrazione completa del ristorante di NY . comunque non è cosi che funziona…
      Il costo della gestione del vino scinde dal fatto di pagare anche il personale e gli affitti che sono alle stelle a NY.
      INOLTRE NON SAPPIAMO L’ANNATA DEL PETRUS…

    3. Avatar effeessegi ha detto:

      A NYC il ricarico medio per una bottiglia di quel genere è 3 volte… Quindi… OK, il prezzo è giusto, direbbe la Zanicchi!
      Ma questa polemica proprio non la capisco: se uno chiede una bottiglia di quel genere sa dove va a finire. Lo prescrive forse il medico di bere Petrus un giorno si ed uno anche? Questa è la logica della domanda e dell’offerta.
      Del resto il buon proprietario del Chelsea al Petrus preferisce normalmente il Romanée-Conti del 2001: e lo beve a Londra in Royal Hospital Rd, da Ramsay, e lo paga 7.200. Sterline. Che sono circa… 13.000. Dollari americani.

    4. Sultano, è vero che i costi di gestione variano fortemente e fa bene a ricordarlo.
      Perché non ricordiamo che ad incidere sul prezzo finale sono anche e soprattutto qualità e quantità delle bottiglie custodite in cantina?
      Se in uno stellato (per non parlare poi di alcuni bis e tristellati) ci sono poche unità di etichette sotto i 100 euro (!), senza poi particolari sorprese che vorrei aspettarmi in luoghi simili (si, magari proprio anche il piccolo produttore che vinifica in casa e imbottiglia in garage, tirando fuori vini da urlo.. in 200 bottiglie! esempi meno estremi calzerebbero egualmente), beh, il problema sussiste eccome.
      Avendo il capitale, tenere in carta 200 griffe mondiali in tutte le annate non sarebbe così difficile: a che pro? Prezzi abnormi, come minimo. Questo è un fatto.
      A me interesserebbe poco un posto simile. E’ impersonale, esattamente quello che un locale del genere non dovrebbe permettersi.
      Ne vogliamo parlare o facciamo finta che tutti i prezzi siano giustificabili?

    5. Avatar CIccio sultano ha detto:

      Signor Morichetti le bottiglie da 100 euro in su non li obbliga il medico(risposta in generale non solo a lei) nella mia azienda ci sono più di 400 etichette tra i 35 euro e i 60…

  2. Sì vabbè, ma tra SPAGHETI, MILANESA e MOZARELLA siamo proprio a Little Italy. Ma soprattutto mi intriga la presenza di un bel minestrone di verdure in mezzo a tutto quel bendidio alcoolico.

  3. Quoto un ottimo commento dal post segnalato

    Il 20 Novembre 2007 cernilli ha scritto:

    Quando facevo i corsi per sommelier, avevo un maestro, uno che mi ha letteralmente insegnato a tenere in mano un bicchiere e ad aprire una bottiglia. Si chiamava Angelo Bruschi, tessera Ais numero 17, nato a Casalpusterlengo e morto lo stesso giorno ed anno di Veronelli. Lui faceva il sommelier al ristoranrte dell’hotel Massimo d’Azeglio, a Roma, ed una delle prime cose che diceva agli allievi era che se gli veniva richiesto di scegliere lui una bottiglia, la prima cosa da fare era di proporne una che fosse nella parte bassa della classifica dei prezzi. Uno che vuole spendere molto, diceva, lo sceglie da sé il vino, mentre uno che non ne sa nulla non apprezzerebbe affatto una bottiglia troppo esclusiva e costosa. Buon senso. Proprio quello che è mancato al sommelier di Cracco, che ha dimostrato di essere un pessimo professionista con un atteggiamento sciocco e presuntuoso. Io quelle bottiglie non le avrei pagate, a costo di chiamare i carabinieri.

    1. Avatar nicola a. ha detto:

      Quoto. Già parlato in passato, in realtà è una regola logica.

    2. Avatar Stefano Buganza ha detto:

      Ma Cernilli era presente quella sera al ristorante? Sa cosa è successo realmente? O parla solo per fare entrare aria nel corpo? Come se già non ve ne fosse abbastanza…

    3. Avatar sally ha detto:

      Noooo , Cernilli non era presente nè quella sera nè altre sere da Cracco.
      Parla solo per sentito dire, come la guida del Gambero del resto.
      Ormai tutto si riconduce agli stessi meccanismi e alla stessa logica del gossip: “Si dice…”, “Mi hanno detto…”, “Ho letto…”

  4. Avatar massimo lanza ha detto:

    ciccio ha senza dubbio ragione, la carta dei vini, soprattutto ad alti livelli ha un costo altissimo, una carta come la sua che se ben ricordo supera le 1000 etichette a fronte di una trentina di coperti rappresenta un costo stratosferico in termini di investimento bloccato e di costi di stoccaggio ! non so quantificarne il costo a bottiglia ma costa davvero tanto e impegna come non mai !!

    1. Avatar CIccio sultano ha detto:

      Signor Lanza il vino in un ristorate di alto livello è un servizio obbligatorio….nella mia specifica sopra escludo l’investimento economico.
      Cracco è un’istituzione nel campo enogastronomico e la sua forza di immagine nel pianeta e pari a 100 AAPPIT a costo zero…
      Se ci sommiamo tutta la ristorazione Italiana siamo l’immagine del lavoro complessivo di una serie di persone che lavorano per noi e di riflesso per gli altri nel mondo.
      dunque criticare un collega come Carlo è un sacrilegio da sprovveduti….Pinchiorri è un monumento vivente e solo vedere la sua cantina è religiosamente bravo… provo devozione per gente che è riuscita in queste imprese.

    2. Avatar Stefano Buganza ha detto:

      Caro sig. Sultano, più che un sacrilegio è semplicemente un’ idiozia. Sono d’ accordo invece sul termine “sprovveduto”: quando si parla di ricarichi eccessivi sui vini citando un articolo in cui si parla di un Richebourg Leroy 2000 quotato 685 euro in un ristorante bistellato, significa che vini di questo livello non se ne sono mai bevuti oppure che sono sempre stati offerti.

  5. Avatar alfredo ha detto:

    E’ curioso, si parla del ricco russo che spende a spande a Nuova York in un posto dove non sanno scrivere, ma servono vini francesi, magari taroccati, per poi sparlare Del Cracco e del suo servizio vini, Ma per caso avete chiesto a Cracco qualcosa? Così da sentire anche l’altra campana? O è semplice invidia come al solito?

  6. Avatar eggi ha detto:

    che strano. penso ai quei ristoratori che in Italia finiscono in televisione perchà rifiutano la prenotazione di Abramovich… e poi si lamentano della crisi…

    1. Avatar CIccio sultano ha detto:

      Signor Eggi se si rifiuta un signore come A significa che non si ha posto…

    2. Avatar effeessegi ha detto:

      O forse semplicemente perchè dichiarando che si è rifiutato un tavolo al signor ”A” si finisce su tutti i giornali… Pubblicità gratuita, insomma!

    3. Avatar eggi ha detto:

      Ciccio Sultano,
      la mia é solo ironia e di quanto poi la ‘chiamiamola notizia’, venga sfrutatta molto a vantaggio di Mr Abramovich.
      Quando e se tu rifiuti il posto ad un ‘perfetto sconosciuto’ non credo che poi telefoni all’Ansa e gli dici – ho rifiutato il posto al rag. Rossi”….
      il senso di questo marketing virale e non convenzionale sfugge a molti ristoratori che pensano di sfruttarlo all’inverso.
      in qualsiasi caso il ristoratore si presti al ‘gioco’, la sua figura viene messa in discussione:
      – se si presta al gioco, rischia di essere considerato successivamente un luogo dove si spende troppo e che effettua ricarchi sproporzionati;
      – se si rifiuta al gioco, rischia di essere considerato un pirla.
      ma naturalmente sono mie opinioni

    4. Avendo sentito la storia da una persona mooolto ben informata, il ristoratore ha rifiutato l’una tantum-Abramovich perché il ristorante era al completo di clienti abituali che lo fanno guadagnare tutto l’anno.

    5. Avatar eggi ha detto:

      .. e poi Abramovich ha cominciato a piangere per la discriminazione ed ha telefonato a Studio Aperto?

    6. Avatar effeessegi ha detto:

      Caro Signor Ganascia, l’hanno informata molto male: tra l’altro il signor ”A” frequenta spesso il Bistrot (ovvero il ristorante in questione) come altri ristoranti prestigiosi della Versilia. Quindi ”quella” è stata semplicemente un’idea promozionale divertente e soprattutto efficiente dei proprietari del ristorante in questione…

    7. oppure ,perchè daccordo con Abramovich,per fare pubblicita al ristorante e magari aprire un’altro bistro in Russia.non male come idea,ineffeti ora tutto il mondo conosce il bistro e Forte dei marmi.

    8. Avatar effeessegi ha detto:

      Il signor ”A” vorrebbe aprire un altro ristorante in Russia… Non il Bistrot!

    9. Sei molto informato,infatti è quello che volevo dire,ma magari piacendo gli troppo la Versilia,vuole immitare proprio quel ristorante,o mi sbaglio?

  7. Avatar Sonia ha detto:

    scusa. quando leggo post come questo mi sento una vera merdaccia. esco dall’università a 28 anni (studiato a venezia dalla spagna solo x lingue ottima de facoltade) e il meglio lavoro che ho trovato è stato portiera d’albergo no full time. capirai che mi esalto quando ordino due bottiglie di prosecco con due sardelle in saor e do fette di polenta.
    ciao ciao

  8. Avatar julijan hyseni ha detto:

    Qua si parla di un stramiliardario e di New york e possiamo dire di tutto ma L’America e’ AMERICA E NON MILANO,ROMA,PARIGGI O PURE QUALSIASI GRANDE CITTA EUROPEA e’solo un altro passo amici miei heheheehee….

  9. Avatar Lara ha detto:

    12 dollari una bottiglia d’acqua è un furto. Anche 9 dollari un cappuccino.

    1. Dipende che acqua e,anche in Italia c’e acque di marca che vanno da 8 a 15 euro.e poi c’e una con la bottiglia di svarovsky che costa 80 euro.