di Veronica Godano 28 Febbraio 2020
bottiglie plastica

Un aumento notevole nel 2019 è quello registrato da Ismea nell’ultimo rapporto relativo alle vendite dell’acqua nelle bottiglie di plastica. Si è passati dai 5 miliardi del 2009 ai 10 miliardi dell’anno precedente: una crescita costante, sebbene le politiche plastic-fliendly messe in campo negli ultimi anni.

Gli aumenti delle vendite hanno riguardato nello specifico il Sud e la Sicilia (+2,7%). A livello nazionale la crescita è stata dello 0,9%. Da evidenziare che la quota più importante dei consumi è relativa all’acqua naturale, tipologia proveniente dai rubinetti delle nostre case, ma che invece ha rappresentato il 71% dei volumi di vendita: circa 7 miliardi e 200mila bottiglie acquistate nel 2019, un valore quasi triplicato nel giro di soli 3 anni. Le acque effervescenti, invece, nel 2019 sono state scelte dal 13% delle famiglie italiane, per un totale di circa 1 miliardo di bottiglie, contro le circa 500mila del 2016. Vale lo stesso per quelle gassate che nel 2019 sono state comprate dall’11% dei consumatori, per un volume di vendita pari a circa 1 miliardo di bottiglie. Numeri più ristretti, ma rilevanti comunque per le acque leggermente gassate che hanno incontrato il gusto del 5% delle famiglie italiane (circa 500mila bottiglie, il doppio di quelle consumate nel 2016).

Così, mentre le temperature aumentano, le calotte polari si sciolgono, alcune abitudini rimangono dure a morire per l’Italia che si classifica al terzo posto per l’uso della plastica dopo Messico e Thailandia.