di Veronica Godano 16 Ottobre 2019
Peperoncino e aglio

La Calabria è terza tra le regioni Ue per i terreni coltivati con metodo biologico. Sul 29 % della superficie agricola totale, la punta del Bel Paese pratica agricoltura biologica. Inoltre, insieme al territorio di Salisburgo in Austria, è la regione in cui le superfici bio sono cresciute di più dal 2013 (+11%). A dirlo è l’Eurostat che colloca al primo posto la regione austriaca con il dato più alto: qui, su circa il 52% dei terreni agricoli nascono prodotti biologici. Nella top ten anche la Sicilia che si classifica al settimo posto con il 26% e che dal 2013 ha aumentato le aree biologiche del 9%.

Il bando del PSR Calabria 2014/2020 relativo all’agricoltura biologica, ora in fase di istruttoria delle domande, è scaduto a luglio. Cinque milioni (pochi) per una regione che potrebbe vivere solo di questo. Ma paradossalmente le colture calabresi vivono una situazione di stallo, con scarsi investimenti in tal senso. C’è da specificare che un requisito del bando prevedeva la concessione del contributo ai soli agricoltori che hanno già commercializzato il prodotto, motivo per il quale un intero mondo di produzioni biologiche sono rimaste fuori. Urge, dunque, la necessità di connettere la politica alle esigenze reali degli agricoltori che vorrebbero più fondi al fine di attuare tale procedimento.

Fonte: Ansa