di Veronica Godano 1 Luglio 2020

La riforma della politica agricola comune (pac) entrerà in vigore non prima dell’1 gennaio 2023. Questo è l’accordo raggiunto dai negoziatori delle istituzioni europee che ieri hanno concluso le trattative sul regolamento transitorio della Pac.

“Abbiamo vinto il braccio di ferro che ci opponeva alla Commissione europea, ottenendo una proroga dell’attuale Pac per un periodo di due anni, ossia fino al 31 dicembre 2022. L’accordo, raggiunto oggi dai negoziatori del Parlamento europeo, con il sostegno della presidenza croata del Consiglio Ue, ci permette di dare certezze ai nostri agricoltori e alle nostre aree rurali”. Così Paolo De Castro, coordinatore S&D alla commissione agricoltura del Parlamento europeo commenta con orgoglio un esito che non era scontato, ma che il Parlamento Ue ha sempre considerato non negoziabile.

“L’accordo raggiunto – spiega De Castro – dovrà ora essere validato dall’Assemblea plenaria e dal Consiglio dei ministri dell’agricoltura Ue. Poi, finalmente, avremo a disposizione i regolamenti europei transitori per traghettare la Politica agricola oltre al 2020. Questo significa poter garantire certezza giuridica ai nostri agricoltori, che avranno la possibilità di programmare i loro piani aziendali per i prossimi anni. Abbiamo infatti bisogno di più tempo per ottenere un accordo ambizioso sulla futura Pac e una decisione sul bilancio agricolo per i futuri sette anni.Il periodo transitorio di due anni – prosegue De Castro – ci permetterà anche di completare diversi programmi operativi di sostegno, quali l’apicoltura, l’olio d’oliva e la viticoltura, così come rafforzare le misure di gestione del rischio, abbassando dal 30 al 20% le soglie minime di perdita per l’attivazione dei fondi mutualistici contro le avversità climatiche e dello strumento di stabilizzazione del reddito aziendale”.

Fonte: [Agenzia di stampa Ansa]