di Veronica Godano 5 Aprile 2020
agricoltura

Il ministro dell’agricoltura, Teresa Bellanova, sta cercando di trovare in queste ore l’accordo per riportare nei campi italiani i lavoratori dell’Est. Ora che la Commissione europea ha dato il via libera al cosiddetto “corridoio verde”, cioè alla libera circolazione nella Ue dei lavoratori agricoli alla stregua di quelli del settore sanitario. Siamo sulla strada giusta, “sono in contatto con quei Paesi – ha detto la ministra – e lunedì 6 aprile incontrerò l’ambasciatore rumeno in Italia. I corridoi verdi sono importanti, ma da soli non bastano. E’ necessario individuare soluzioni condivise Paese per Paese e stiamo lavorando anche su questo fronte”.

Non è servita, quindi, la proroga dei permessi di soggiorno fino al 15 giugno per risolvere la penuria di manodopera che si è generata nei campi. Perché all’appello mancano soprattutto i lavoratori comunitari: soltanto dalla Romania arrivano ogni anno nel nostro Paese oltre 107mila stagionali, un terzo di tutta la manodopera straniera. Sono loro che è urgente far tornare.

Anche negli altri Paesi europei si sta verificando questa emergenza. In Francia mancano all’appello circa 200mila lavoratori stagionali. Il ministro dell’Agricoltura d’oltralpe ha proposto alle persone che si trovano in stato di disoccupazione tecnica di lavorare nei campi. Anche a Berlino la ministra dell’Agricoltura, Julia Klockner ha proposto che quanti hanno perso il lavoro in altri settori, in particolare nel mondo della ristorazione, si riconvertano temporaneamente all’agricoltura.

“Il modello francese e quello tedesco sono esperienze interessanti – ha detto il ministro Bellanova – ma ho un’ambizione: il modello italiano. Bisogna fare in modo che tanti stagionali di altri settori, come turismo e ristorazione, possano guardare al lavoro agricolo come un’opportunità di reddito. Ma allo stesso modo bisogna accelerare l’emanazione del decreto flussi, che vedrà per la prima volta una collaborazione attiva delle organizzazioni agricole per gestire le quote regolari e trasformarle in contratti di lavoro. E dico che servono aiuti al lavoro agricolo anche dall’Europa. La nostra sicurezza dipende da qui”.

Fonte: [Il Sole 24 Ore]