di Veronica Godano 17 Febbraio 2020
Lorenzo si spegne a 20 anni a Torino per anoressia. I genitori denunciano la mancanza di strutture pubbliche in Italia.

Vent’anni è l’età in cui trascorrere il sabato sera in pizzeria con gli amici o al fast food. Non è stato così per Lorenzo, ventenne di Torino morto per anoressia. L’urlo dei genitori è forte e chiaro: “In Italia non ci sono strutture per la cura”. Il ragazzo si è spento all’inizio di febbraio, non mangiava più. E’ stato trovato morto nel sonno.

Il giovane si era ammalato la prima volta a 14 anni, era guarito dopo le cure in una clinica specializzata in Valle d’Aosta. A 18 anni, la ricaduta. Il padre ha dichiarato: “Le istituzioni devono muoversi: prima con la prevenzione nelle scuole e poi investendo nella sanità. Mancano anche i percorsi di sostegno alle famiglie”.

“Abbiamo fatto di tutto per aiutarlo, ma non è stato abbastanza” hanno affermato i genitori, che hanno scelto di raccontare la loro storia per aiutare famiglie le quali vivono o hanno vissuto lo stesso dramma.

“Vogliamo scuotere la coscienza delle istituzioni, perché è inaccettabile che in un Paese come l’Italia non ci siano strutture pubbliche in grado di accogliere e curare ragazzi come nostro figlio. Negli ospedali si limitano a parcheggiarti in un reparto e a somministrare flebo per integrare il potassio. Poi ti rimandano a casa, fino al prossimo ricovero”, hanno sentenziato la mamma di Lorenzo, Francesca, e il papà Fabio.

Fonte: Ansa