di Veronica Godano 24 Novembre 2019

Oro, incenso, mirra e un piatto gourmet del divo di MasterCherf: il nazionalpopolare Antonino Cannavacciuolo  che, dal 2017, incanta i passanti nel presepe di San Gregorio Armeno sotto forma di statuina intagliata sapientemente dagli artigiani locali. Genny Di Virgilio, maestro dell’arte presepiale, lo omaggiò un paio di anni fa e ora il mini Cannavacciuolo appartiene alla Sacra Famiglia in chiave partenopea, insieme a tanti altri vip oramai assodati. Tra i più gettonati, sfilano Totò, Eduardo e Pulcinella.

Napoli – mille colori, mille paure – in questo periodo inizia ad accendersi attirando migliaia di turisti tra bancarelle e negozietti. Ma ogni anno i bottegai affermano sempre la stessa cosa: “Tutti guardano, pochi comprano” (una statuina media può costare anche venti, trenta euro). La crisi impazza, certo, ma in questo modo c’è il rischio che la festa, per antonomasia di tutti, diventi un momento di nicchia per pochi eletti.

Ogni anno, a Natale, nel presepe entrano in scena nuovi personaggi. Ci sono gli evergreen, Massimo Troisi e Sofia Loren, e le new entry come Joker e Nadia Toffa. Ma il re di San Gregorio Armeno, resta “San Diego Armando Maradona”, un’entità ultraterrena a cui appellarsi durante le partite del Napoli. Tutti hanno la possibilità di finire sul presepe, dipende dal momento: dai goal segnati nella stagione calcistica passata, dalle buone pratiche in campo culturale, dalla notorietà televisiva, dulcis in fundo, dall’eresie politiche sparate in tv.

Due curiosità prima di recarsi di persona: 1) anche in piena estate si possono acquistare le statuine più famose al mondo; 2) i pastorelli e gli stessi componenti della Natività non indossano costumi tipici dell’epoca di Gesù, ma abiti napoletani del XVII E XVIII secolo.

Fonte: Napoli Today