di Veronica Godano 10 Marzo 2020
Pizzeria

In Italia pare che abbiano un problema con le regole (ça va sans dire) e che chiunque s’ingegni per generare un’impasse epidemiologico, in questo caso. Tanto per dirne una: ad Asti, una pizzeria si è trasformata in un bar per aggirare le regole stringenti del Decreto Coronavirus che ieri ha imposto ai locali pubblici la chiusura dalle 18 alle 6.

Così, il locale Tre Re inizierà a sfornare le colazioni all’alba. Siamo di fronte a una battaglia che dovremmo combattere a colpi di buon senso, vi pare il caso, dunque, di trasformare la vostra attività e continuare a creare occasioni di aggregazione?

Definire difficile il periodo è un eufemismo, trattandosi di una situazione storica senza precedenti. Sarà un momento in cui il turismo, l’enogastronomia, la ristorazione – motori trainanti dell’economia italiana – attraverseranno l’ora più buia, ma preservare la salute dell’intera Nazione sarà la spinta da cui ripartire per rilanciare i vari settori.

Distanze di sicurezza, ingressi regolati, nuovi orari sono il sacrificio che si chiede al comparto e agli italiani per evitare la diffusione del Coronavirus. Il cibo è illo tempore un elemento di socialità per antonomasia, si sa, quindi, rispettiamo le direttive e tempi migliori per brindare tutti assieme arriveranno presto.

Fonte: La Stampa