di Elisa Erriu 21 Settembre 2020
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La birra belga è patrimonio mondiale dell’umanità (letteralmente) e sempre il Belgio primeggia nella produzione mondiale di patatine fritte. Ma a causa dei cambiamenti climatici, tutto questo rischia di cambiare.

Secondo il recente studio “Evaluation of the socio-economic impact of climate change in Belgium”, richiesto dalla National Climate Commission, ente che si occupa della coordinazione delle politiche climatiche a livello nazionale, le conseguenze del cambiamento climatico stanno mettendo a rischio l’agricoltura belga: il caldo improvviso e la siccità hanno fatto infatti causato nel 2019 una perdita del 31% del raccolto di patate, mentre l’orzo, il malto e il luppolo, si registra una diminuzione che sfiora il 38%.

È vero che il 97,53% dell’orzo che il Belgio utilizza proviene dalle importazioni, ma anche negli altri Paesi la situazione non è migliore. Uno studio di Xie et al. del 2018 mostra che la produzione di orzo è significativamente ridotta durante i periodi di siccità: entro il 2050, rischiamo di perdere a livello mondiale tra il 3% e il 17% della produzione. Questo intaccherebbe anche la produzione di birra belga, che potrebbe quindi diminuire di circa il 40% e se contiamo anche i processi di fermentazione che sono caratteristica fondamentale delle suddette birre, che necessitano di una grande quantità di energia elettrica e di acqua per raffreddare rapidamente la birra, con il continuo aumento delle temperature estive si è stimato che la birra belga diventerà sempre più un bene di lusso.

La produzione dei due prodotti più iconici della cucina tipica di Bruxelles è pertanto minacciata da estati più calde e inverni più miti, fenomeni ormai diffusi in tutto il globo. Il tema della crisi ambientale viene spesso affrontato da attivisti e media, ma ben poco si parla delle gravi conseguenze che, in un prossimo futuro, potrebbe avere sulla nostra vita quotidiana. Tra l’altro, il Belgio è uno dei principali esportatori di birra al mondo, nonché il primo esportatore al mondo di patatine fritte surgelate. Per questo i produttori belgi di birra e patatine sono allarmati: questo fenomeno crescente potrebbe avere un impatto fortemente negativo sull’economia di Bruxelles, senza contare che l’88% della popolazione belga consuma questo piatto almeno una volta a settimana. La produzione tradizionale delle birre acidi, le note birre Lambic belghe, è stato l’unico modo di produrre birra fin dai tempi antichi, fino all’inizio del XX secolo. Ora il cambiamento climatico potrebbe anche influenzare il patrimonio culturale.

 

[ Fonte: National Climate Commission ]