di Elisa Erriu 3 Novembre 2020
birra

I piccoli birrifici indipendenti dell’Unionbirrai lanciano un appello al Governo per salvare la birra artigianale italiana: sono fortemente colpiti dalle restrizioni dettate ai pub, ma allo stesso tempo fuori dal Decreto Ristori. Perché?

Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici indipendenti, ha posto all’attenzione del Governo una richiesta d’aiuto e allo stesso tempo ha messo in campo un monitoraggio costante sull’andamento delle aziende associate. L’obiettivo è riportare all’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico l’attuale realtà della produzione della birra artigianale italiana, che è stato fortemente interessato dalle restrizioni in atto per le attività di somministrazione, ma non rientrerebbe però tra i beneficianti del Decreto Ristori.

In questo modo, portando dati reali sullo stato attuale della produzione di birra artigianale italiana, forse sarebbe possibile rendersi conto che  questo settore rischia di perire a causa dell’emergenza Covid-19, perché se da una parte il Decreto Ristori ha previsto un contributo a favore di bar, pub e ristoranti, direttamente interessati dalle restrizioni degli ultimi provvedimenti per contenere i contagi, dall’altra non ha prestato attenzione alle aziende di quella filiera strettamente legata al mondo della somministrazione, come appunto i produttori indipendenti di birra artigianale.

Il parere della nostra associazione sugli interventi previsti dal Decreto Ristori è fortemente negativo. – ha affermato Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai – Come inopportuna ci appare la scelta di individuare come destinatari di sovvenzionamenti unicamente i codici ATECO direttamente colpiti dalle misure restrittive, come quello delle attività di somministrazione, non tenendo in considerazione la filiera strettamente legata a questo settore e andando quindi a penalizzare il comparto della birra artigianale italiana, che seguendo principi di filiera corta e territorialità si esprime maggiormente nei canali commerciali tipicamente legati a quelli della somministrazione.

L’intento di Unionbirrai è ora quello di sottoporre questi dati concreti forniti dal monitoraggio all’attenzione dei ministeri competenti, per far sì di dimostrare quanto sia stato colpito il settore della birra artigianale indipendente: “Abbiamo già avviato un monitoraggio settimanale con i nostri associati sull’andamento delle loro aziende, rilevando già nella prima settimana dati estremamente preoccupanti. – ha proseguito Ferraris – Per questo ora più che mai l’invito di Unionbirrai ai suoi associati è a far fronte comune per sottoporre all’attenzione del Governo la revisione dei contenuti del decreto a fronte della nostra categoria”.

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