di Veronica Godano 30 Gennaio 2020
Birra

Incentivare la produzione di birre artigianali e agricole. E’ la mission della proposta di legge approvata all’unanimità dalla commissione Sviluppo economico della Regione Marche.

“Con questa normativa diamo una risposta – illustra il presidente Gino Traversini (Pd), relatore di maggioranza e primo firmatario del testo legislativo, sottoscritto in seguito da tutta la commissione – a un settore emergente dove sono attive 2 associazioni: ‘Città della birra’, a valenza nazionale, con sede ad Apecchio, e ‘Marche di Birra‘, che riunisce i produttori marchigiani. Quello dei birrifici artigianali e agricoli è un comparto con grandi potenzialità, che può produrre ricadute positive anche dal punto di vista dello sviluppo socio-economico, turistico e culturale delle aree interne, dove si stanno maggiormente sviluppando queste attività”.

Tra gli obiettivi della proposta, oltre alla valorizzazione dei birrifici già esistenti, la promozione di nuove imprese, di processi produttivi innovativi, di percorsi turistici legati ai luoghi di produzione. Fondamentale, poi, l’inserimento della qualificazione professionale e della corretta informazione al consumatore.

Per il relatore di opposizione Piergiorgio Fabbri (M5s), si tratta “di una normativa importante per il territorio, soprattutto l’entroterra, che ha saputo crearsi una importante nicchia di mercato con la realizzazione di prodotti di vera eccellenza, anche oggetto di esportazione. Il testo legislativo ben definisce l’impegnativa azione di valorizzazione che la Regione è chiamata a svolgere, assicurando il suo inserimento nella pianificazione regionale in materia di promozione turistica, sostegno alle imprese e sviluppo rurale, attingendo risorse anche dai fondi europei”. Secondo il consigliere sarebbe “auspicabile uno stretto coordinamento tra le varie realtà esistenti, magari per organizzare un Festival o Fiera della Birra di rilievo regionale, da inserire nel programma annuale delle attività”.

Mediante la proposta di legge, che può contare su finanziamenti per 30 mila euro, sarà incentivato lo sviluppo della coltivazione e lavorazione delle materie prime per la produzione della birra con particolare riferimento alla filiera dell’orzo, del luppolo e alla qualità delle acque. Anche le birre artigianali e agricole, come già altri prodotti di qualità marchigiani, potranno fregiarsi del marchio “QM”.

Fonte: Ansa