di Veronica Godano 30 Dicembre 2019
Brexit

Il Regno Unito, causa Brexit, continua a fare scorte di Prosecco, il cui export vola oltremanica al 14% nei primi 9 mesi del 2019. A descrivere lo scenario sull’asse dell’importazioni/esportazioni commerciali è un’analisi di Coldiretti elaborata dai dati Istat.

L’indagine sottolinea come quasi una bottiglia su tre sia spedita nel Regno Unito. Nel 2018 le esportazioni di prosecco hanno fatto registrare la cifra record di 348 milioni di euro su un totale export vinicolo di 827 milioni. Ma ora sul vino, così come sull’ortofrutta e sui formaggi, pesa la Brexit, con il rischio che possano essere attuate misure penalizzanti per i prodotti comunitari e che ci sia un’invasione di falsi.

A tal proposito, pochi giorni prima di Natale, il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha attaccato i magazzini Selfridges per la vendita di un prodotto “Parmesans” che alludendo alle parole “Sans Parmesans” ovvero senza Parmigiano, spacciava come “grated italian style Parmesans”, violando, dunque, la DOP, un prodotto che di Parmigiano Reggiano non aveva neanche l’odore, essendo prodotto nei dintorni di Londra e utilizzando un mix di anacardi, lievito nutrizionale, sale dell’Himalaya, aglio e olio tartufato. Il Consorzio, quindi, ha fatto sì che il produttore inglese modificasse il nome del prodotto in etichetta eliminando qualsiasi riferimento alla DOP.

Il futuro è incerto per i formaggi italiani in Gran Bretagna, perché potrebbero esserci scaffali pieni di falsi Made in UK o anche Made in Usa, a causa delle forti pressioni della lobby statunitense del settore caseario che, avendo aumentato la propria quota di mercato negli Stati Uniti, potrebbe conquistare anche il Regno Unito.

Fonte: Foodweb