di Elisa Erriu 10 Dicembre 2020
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“Un traguardo per il benessere degli animali”: così il Governo del Regno Unito comunica che dopo la Brexit sarà il primo paese d’Europa a vietare il trasporto di animali vivi.

Quando il Regno Unito non dovrà più sottostare alle regole commerciali dell’UE, esaminerà ulteriori elementi per tutelare il benessere degli animali durante il trasporto, come la riduzione dei tempi massimi di viaggio, la concessione agli animali di più spazio e regole più severe sul trasporto di animali a temperature estreme o via mare.

La RSPCA ha accolto con favore la mossa, caldamente spalleggiata dal partito conservatore che si è impegnato a vietare le esportazioni di animali vivi fin dagli inizi nel suo manifesto elettorale. Si temeva che un divieto non fosse possibile in base alle regole del commercio globale, ma i ministri sono fiduciosi che il proprio piano di proposte possa essere accettato.

L’uscita dall’Unione Europea consentirà al Regno Unito di modificare quindi le leggi sul trasporto di animali vivi, sottraendosi definitivamente alla pratica che ne regola l’esportazione. Queste norme coinvolgono ogni anno milioni di animali vivi tra bovini, suini, equini (e un numero impressionante di pollame), trasportati all’interno dell’Unione Europea e verso paesi terzi, in condizioni terribili.

Il segretario all’Ambiente George Eustice ha affermato che il divieto potrebbe entrare in vigore entro la fine del 2021, in corrispondenza con la rottura con l’UE che avverrà il 31 dicembre 2020. Una serie di proposste di riforme dovrebbe quindi arrivare al Parlamento la prossima estate.

[ Fonte: BBC ]