di Veronica Godano 28 Dicembre 2019
Bruce Lee sfruttato dalla catena di fast food Real Kung Fu? La figlia dell’attore fa causa

La figlia di Bruce Lee difende a spada tratta il padre, la cui immagine è stata usata per 15 anni nel logo della catena di fast food Kungfu Catering Management, senza che, però, fossero pagati i diritti di proprietà intellettuale.

L’erede del campione di arti marziali è nota alle cronache per essere una strenua difensora dell’attore. Già in passato sotto torchio era finito Quentin Tarantino che, in “C’era una volta a Hollywood”, aveva rappresentato Bruce Lee come uno sbruffone.

La catena ha risposto a Shannon Lee affermando: “Siamo stupiti che dopo molti anni ci venga contestato tutto questo. Stiamo studiando attivamente il caso e ci stiamo preparando a rispondere”. Da parte sua, secondo il portale web cinese sina.com, la donna ha chiesto al fast food d’interrompere subito l’uso improprio dell’immagine del padre, di chiarire entro novanta giorni di non avere nulla a che fare con Bruce Lee e di pagare una risarcimento di 210 milioni di yuan. (30 milioni di dollari).

Lo scorso anno il colosso asiatico si è classificato tra le prime 10 aziende di fast food in Cina in una lista pubblicata dalla China Cuisine Association. La catena è stata fondata nel 1990. Dal 2004 il suo logo ha riportato l’immagine di un uomo dai capelli scuri in una posa di kung fu che assomiglia a Bruce Lee. Il fondatore ha dichiarato di avere oltre 600 negozi in tutto il paese, con un valore patrimoniale di oltre 5 miliardi di yuan (circa 715 milioni di dollari).

Fonte: TgCom 24