di Elisa Erriu 11 Dicembre 2020
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Ci sono le prove che nelle bancarelle a Bruxelles, in Belgio, è possibile trovare tra i mercatini all’aperto non solo frutta e verdura, ma anche carne di animali africani, importata illegalmente.

Filetto di cercopiteco di Brazzà o un po’ di fettine di cefalofo azzurro? In Belgio è possibile acquistare carni simili, tutte di specie protette provenienti dall’Africa. È quanto emerso da una ricerca svolta da un team guidato da Sophie Gombeer, del Royal Belgian Institute of Natural Sciences, che finora aveva soltanto alcune indiscrezioni e racconti sporadici di questo commercio illegale. Erano anni che alcuni clienti di questi mercatini fornivano informazioni in merito a questi “strani acquisti” e ora son stati pubblicati dati tangibili su Biodiversity and Conservation in merito alla.

Lo studio ha riscontrato che in diversi mercati della capitale, venivano vendute almeno tre diverse specie africane protette: il team dei ricercatori ha fatto la spesa, tra il 2017 e il 2018, in cinque diversi mercati di Bruxelles, nei quali hanno comprato svariati pezzi di carne venduti come bushmeat, che in gergo inglese significa letteralmente “carne dei cespugli”, ovvero “selvaggina”.

Prezzati a circa 40 euro al chilo e disponibili solo su richiesta, i tagli sono stati acquistati e portati in laboratorio per analizzarne il DNA; in questo modo, Gombeer ha fatto risalire la provenienza della carne ad almeno tre diverse specie protette dal CITES: il cercopiteco nasobianco del Congo, il cercopiteco di Brazzà e una specie di piccola antilope chiamata cefalofo azzurro. Forse è superfluo dirlo, ma importare la carne di questi animali in Europa è illegale.

Perché comprare proprio questa carne? Il team si è più volte posto questa domanda, cercando di capire i motivi di questo commercio che tra l’altro è molto florido. Al fine di trovare un senso, il team ha intervistato 16 persone immigrate negli ultimi 10 anni in Belgio da sette diversi Paesi africani.

“I ricercatori hanno scoperto che di queste 16 persone, 15 fanno regolarmente uso di bushmeat acquistata nei mercati locali: un modo, secondo loro, per mantenere vivi i legami con il Paese d’origine. Per quanto siano protette, infatti, queste specie sono parte della dieta quotidiana di molte popolazioni africane, soprattutto quelle che non hanno modo di accedere ad altri tipi di carne (per esempio quella d’allevamento). Secondo l’autrice dello studio è importante che queste pratiche non vengano replicate in Belgio e nel resto d’Europa, dove la carne di ogni tipo è ampiamente disponibile e l’acquisto di tagli esotici è un vezzo, non una necessità.”

[Fonte: Focus ]