di Elisa Erriu 15 Maggio 2021
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Una strage senza ancora un colpevole, anche se le milioni di api uccise nel Canavese, a Candia, forse sono morte per “punire” il loro apicoltore. Perché? Era “forestiero”.

Mattia e Daniele Landra sono due fratelli, apicoltori della Valle Maria, che gestiscono l’azienda Jal Vert nella provincia di Cuneo. Avevano chiesto l’autorizzazione per spostare le proprie api nel canavesano, durante il periodo della fioritura dell’acacia. Qui, infatti, si trovava una delle poche zone risparmiate dalle gelate ed è per questo che molti apicoltori, oltre ai fratelli Landra, avevano chiesto aiuto ai colleghi. Ma non hanno trovato il sostegno che si aspettavano.

Gli apicoltori locali di Caluso e Mazzé, ad esempio, avevano richiesto ai loro Comuni di emettere un’ordinanza per limitare l’arrivo dei concorrenti “forestieri”. Ma nonostante i Landra avessero ottenuto anche l’autorizzazione, non è bastato a quanto pare. “Questo è il disastro che hanno combinato nella notte delle persone che forse non dovrebbero stare al mondo”, ha commentato Mattia, dopo aver mostrato il disastro: settanta arnie distrutte, milioni di api morte. “Io queste api le ho curate, le ho portate al mare per far passare l’inverno, le ho portate a Candia quando ho deciso di produrre acacia. Questo spettacolo mi fa male al cuore“.

Distrutti ma non sconfitti, i fratelli Landra hanno lanciato un crowdfunding sulla piattaforma Gofundme dal titolo “Aiutiamo Mattia a ricostruire l’apiario distrutto”: in poche ore ha raccolto più di settemila euro.

[ Fonte: La Repubblica ]