di Veronica Godano 16 Gennaio 2020
cannabis

Gli alimenti a base di cannabis sono sul mercato già da un po’ di tempo, ma il rischio di travalicare il limite del legale è sempre stato abbastanza concreto. Ora, invece, arriva un ok normativo per la cannabis a tavola, attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che fissa i limiti massimi di tetraidroccabinolo (Thc) negli alimenti.

Ad annunciarlo Coldiretti che spiega “sono state date risposte alle centinaia di aziende agricole che hanno investito nella coltivazione di questo tipo di pianta”. Negli ultimi tempi, infatti, si vedono sempre di più biscotti, taralli, pane, olio, farina alla canapa. E ancora ricotta, tofu e birra.

“Basti pensare – continua Coldiretti – che i terreni coltivati in Italia in cinque anni sono aumentati di dieci volte, passando dai 400 ettari del 2013 a quasi 4000 nel 2018”. Il decreto del ministero della Salute specifica che il limite massimo di Thc per i semi di cannabis sativa, la farina ottenuta da semi e gli integratori contenenti alimenti derivati è di 2 milligrammi per chilo, mentre per l’olio ottenuto da semi è di 5 milligrammi per chilo.

E conclude: “L’attesa pubblicazione in Gazzetta fa chiarezza su un settore che negli ultimi anni ha visto un vero e proprio boom. Un tipo di coltivazione che si estende in tutta Italia, un vero e proprio ritorno visto che fino agli anni 40 gli ettari dedicati erano quasi 100 mila”.

Fonte: Ansa