di Veronica Godano 30 Novembre 2019

Erano a bordo di uno scooter Honda Sh la notte del 22 giugno 2018. Alessandro Narducci e Giulia Puleio, amica dello chef, nonché aiutante di sale del ristorante Acquolina di Roma, dove lavoravano entrambi, furono investiti da un trentatreenne a bordo di una Mercedes Classe A e che ora dovrà scontare 4 anni di reclusione.

L’automobilista, Fabio Feola, è stato accusato di duplice omicidio stradale al termine del rito abbreviato, che ha permesso all’imputato lo sconto della pena. Il giudice, accogliendo le richieste del pm Pietro Pollidori, ha concesso a Feola le attenuanti generiche.  In aula la commozione degli amici delle vittime. Narducci era una promessa della cucina italiana e, sebbene avesse solo 29 anni, aveva già alle spalle esperienze di lavoro notevoli.

L’imputato Feola non si è presentato in aula per non urtare i familiari e in 2 lettere spedite precedentemente ha chiesto di essere perdonato per l’accaduto. L’avvocato Massimo Ciardullo, legale dei familiari di Narducci, afferma che “all’imputato va riconosciuto l’onore di aver rinunciato a venire in aula per cercare di ribaltare la dinamica dell’incidente”. Tuttavia, lo stesso Ciardullo ha sollevato dei dubbi riguardo l’uso del telefonino da parte dell’incriminato. C’è una discrepanza nelle 2 versioni, perché Feola raccontò di essere sceso dalla Mercedes con il cellulare in mano, mentre dagli atti dell’inchiesta si evince che le forze dell’ordine hanno trovato e poi sequestrato lo smartphone gettato all’interno della macchina.

L’incidente mortale accadde sul lungotevere della Vittoria, all’altezza del civico 11. L’impatto fu terribile, nonostante tutti e 2 indossassero il casco. L’accusato, difeso dall’avvocato Antonio Castucci, non ha mai saputo spiegare le motivazioni dell’incidente.

Fonte: Il Corriere della Sera

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