di Veronica Godano 14 Maggio 2020
Filippo La Mantia

Per lo Chef Filippo La Mantia le riaperture dei ristoranti saranno un massacro a causa delle regole dettate per la fase 2. Norme rigide, come i 4 metri quadri per ogni cliente che porterebbero a una riduzione dei coperti e nei casi peggiori alla chiusura.

“Sono col metro in mano – spiega in modo ironico all’agenzia di stampa Adnkronos -. Né io né nessuno si può permettere di giudicare le scelte tecniche di sicurezza, per carità, ma è molto difficile visualizzare un luogo dove intorno a una persona ci siano 4 metri quadri di distanziamento, è tanto. Io finora, avendo un locale molto grande, riesco a gestire la situazione. Non voglio fare l’avvocato di nessuno ma chi ha locali piccoli avrà molti problemi”.

Filippo La Mantia assicura la riapertura del suo “Oste e cuoco” a Milano, ma fa notare che così sarà impossibile per molti. “Devo capire quello che succederà, per me è fondamentale – racconta – ma non sarei pronto dal 18, non si fanno le cose di fretta, è impossibile. Se si aprirà a partire da quella data io potrei riaprire dal 22, in fondo 4 giorni non mi cambiano la vita. Devo fare le cose per bene”. Al momento, “facciamo l’asporto dal 4 maggio e io stesso vado a fare le consegne a casa”.

E’ tutto un danno – continua La Mantia – tra sanificazioni, liquidi, mascherine e guanti, è un salasso. Credo che una buona parte dei ristoratori chiuderà per sempre. È un massacro. Io sono qui da stamattina alle 8, mi sono svegliato alle 5.30 con questi pensieri, per capire come riorganizzare il ristorante. C’è l’adrenalina di tornare a lavoro ma dobbiamo capire cosa dobbiamo fare, non ci hanno ancora detto niente”.

Lo chef apre poi il capitolo sulle autocertificazioni per le famiglie che si presenteranno a tavola. “Ma se viene una coppia – osserva lo chef – e mi dà l’autocertificazione, cosa dimostra a me ristoratore? Oppure penso ai famigliari. Se arrivano 6 persone di una stessa famiglia, io devo chiedere i documenti a tutti per vedere se i cognomi corrispondono o il certificato di residenza per vedere se abitano nello stesso appartamento?”, asserisce La Mantia ipotizzando un futuro non più da cuoco ma da controllore.