di Veronica Godano 11 Novembre 2019

Nel clima di xenofobia in ascesa, mentre il sindaco di Predappio che nega i fondi agli studenti per visitare Auschwitz e si arriva ad assegnare la scorta all’onorevole Lilliana Segre, c’è un nuovo attentato di cui parlare: questa volta è toccato a un artista di strada anti-nazista (fa strano dirlo, come se esserlo fosse una particolarità). “Cibo” è il nome d’arte del writer trevigiano Pier Paolo Spinazzè, che a Verona cancella le svastiche e le croci celtiche con bigné e cose buone.

Sabato 2 novembre, si legge in queste ore sulla stampa locale, alcuni ignoti hanno fatto esplodere una bomba carta sotto la sua auto, motivo per il quale l’imbrattatore a fin di bene si è rivolto ai carabinieri. “Purtroppo Verona è ostaggio di queste persone – ha commentato ‘Cibo’ riferendosi a chi si identifica in quei simboli – la cosa grave è che questo odio trova copertura nella politica locale. Le istituzioni hanno perso il valore della parola, la memoria, il rispetto, l’empatia. Noi veronesi di cuore e di cultura siamo assediati dall’odio, ma non per questo deve passarci l’appetito, anzi! Per quel che mi riguarda ho molta fame!”.

 

Speranzoso il messaggio che il writer ha voluto inviare a chi lo ha sostenuto: “Siate la persona che volete incontrare, siate buoni! Verona, ama!”.

Fonte: Treviso Today