di Veronica Godano 27 Dicembre 2019

Sibeg, l’azienda che imbottiglia Coca Cola, trasferirà tutta la linea produttiva dalla Sicilia all’Albania per aggirare i costi di plastic e sugar tax. I sindacati si dicono pronti alla battaglia per tutelare la forza lavoro e al fine di evitare effetti devastanti sul tessuto produttivo di questa zona.

“La Sibeg-Coca Cola rappresenta un patrimonio occupazionale e produttivo per Catania e la Sicilia. I lavoratori rischiano ora di pagare a caro prezzo due nuovi balzelli governativi. Con i vertici dell’azienda cittadina abbiamo avviato, già in questi giorni di Natale, un confronto mirato a individuare ogni iniziativa utile a scongiurare un altro effetto-valanga sulla già disastrata economia di questo territorio”, fanno sapere in una lunga nota Nino Marino, segretario generale della Uila Sicilia, e Alessandro Salamone, componente della Segreteria regionale dell’organizzazione di categoria.

In questi giorni, tra l’altro, i dipendenti del comparto produttivo hanno risposto con oltre l’82 per cento dei “sì” nella consultazione su una proposta aziendale che stabilisce aumenti nei cedolini paga legati in parte all’introduzione di turni a ciclo unico e al raggiungimento di obiettivi concordati. Secondo Marino e Salamone “questo risultato va rispettato e costituisce un segnale di impegno, di responsabilità dei lavoratori che va tenuto in debito conto dalla proprietà della Sibeg per ogni decisione presente e futura – pertanto, hanno aggiunto – sottoponiamo alla sensibilità del ministro del Lavoro questo caso. Lo facciamo in piena sintonia con il segretario generale della Uila, Stefano Mantegazza, e con il responsabile nazionale Uila per l’industria alimentare, Pietro Pellegrini, che ancora nelle scorse settimane avevano chiesto al governo di tornare indietro sulla sugar e sulla plastic tax definendole due imposte di scopo false negli obiettivi, che servono solo a fare cassa e aprono le porte ai prodotti della concorrenza estera”.

Per la Coldiretti, “inutile tassare le bevande, bisogna invece aumentare il contenuto di frutta dal momento che la sugar tax rischia di penalizzare l’intera filiera agroalimentare. La situazione attuale impoverisce l’economia etnea e dobbiamo muoverci affinché questo non avvenga”.

Fonte: Il Giornale