di Veronica Godano 6 Marzo 2020
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L’Istituto superiore di Sanità (ISS) cerca di calmare gli animi in questi giorni a causa della diffusione, ahimè a macchia d’olio, del Coronavirus: prima nel Nord Italia, ora con diversi casi anche nel Centro della Penisola e al Sud. In primis, l’ISS rassicura sull’uso dell’acqua del rubinetto spingendo la popolazione a berla senza avere paura.

“Le acque di rubinetto sono sicure rispetto ai rischi di trasmissione del Covid-19 e non sussistono motivi di carattere sanitario che debbano indurre i consumatori a ricorrere ad acque imbottigliate o bevande diverse”, scrive l’Istituto che si sofferma poi sull’analisi degli impianti di depurazione in grado di abbattere i virus, visti i tempi di ritenzione e i fenomeni di diluizione che caratterizzano i trattamenti, uniti a condizioni ambientali che neutralizzano la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di Ph elevati). Inoltre, la fase finale di disinfezione consente di ottimizzare le condizioni di rimozione integrale dei virus prima che le acque depurate siano rilasciate in ambiente.

Il vademecum dell’Istituto Superiore di Sanità dispensa poi altri consigli. Per quanto riguarda gli oggetti, l’avviso è di disinfettarli sempre con un panno inumidito con prodotti a base di alcool, acqua ossigenata o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). Queste sostanze sono efficaci contro il virus.

Ma la vera prevenzione risiede nel lavaggio delle mani che devono essere lavate bene con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con un gel a base di alcool al 60% in particolare dopo aver toccato oggetti sporchi. Lo ripetiamo oramai da giorni e, ovviamente, lo urla l’Istituto Superiore di Sanità: “Il possibile rischio infatti non deriva dal contatto con gli oggetti ma dalla possibile contaminazione delle mani che poi vengono a contatto con le mucose”.