di Elisa Erriu 13 Ottobre 2020
Covid-19 studenti inglesi costretti mangiare cibo davvero spazzatura

L’hanno ribattezzata “la prigione più costosa del Regno Unito”. Il Covid-19 in Gran Bretagna ha costretto alcuni studenti inglesi a rinchiudersi nelle proprie università prestigiose. Peccato che in questo isolamento forzato nel campus gli abbiano fornito cibo davvero “spazzatura”.

Le Università inglesi stanno ricevendo da parte degli studenti numerose critiche per le condizioni negli alloggi del campus. Gli studenti hanno riscontrato che il costo fosse troppo alto e la qualità del cibo decisamente non all’altezza. Gli studenti infatti hanno commentato che i pacchi di cibo fossero stati spesso riempiti di “spazzatura“, il che significa che hanno dovuto richiedere frutta e verdura fresca ai genitori.

Cibo scaduto e mancanza di approvvigionamento per esigenze religiose e dietetiche sono tra le lamentele della Pollock Halls dell’Università di Edimburgo, soprannominata appunto “Carcere costoso”. Gli studenti dicono che l’unica cosa che li ha salvati è stato il fatto che la metà di loro ha il Covid e non possono comunque mangiare certe cose. D’altra parte, lo staff dell’Università di Edimburgo ha ammesso che ci sono state “poche occasioni in cui i bisogni degli studenti non sono stati soddisfatti“. Ma ha detto che queste rare eccezioni di insoddisfazione sono state affrontate rapidamente, dichiarando che: “Garantire la sicurezza e il benessere dei nostri studenti continua ad essere la nostra priorità assoluta. Abbiamo un personale che lavora 24 ore al giorno per fornire a coloro che si isolano da soli nelle nostre residenze una ristorazione indipendente e self-catering con tre pasti al giorno, inclusi pasti pronti da riscaldare, in linea con le loro esigenze e preferenze alimentari. Su richiesta vengono consegnati anche articoli essenziali”.

All‘Università di York, invece, agli studenti viene offerta la possibilità di un pasto di 70 sterline che fornisce un panino, patatine, barretta di cioccolato e acqua per ogni giorno in cui si trovano in isolamento, ponendo qualche dubbio ai nutrizionisti sull’alimentazione adeguatamente offerta da un panino come pasto giornaliero. “È importante che le persone ricevano una varietà di vitamine e minerali per sostenere il loro sistema immunitario“, ha rivelato per esempio la nutrizionista Claire Baseley.

Nell’Università di Birmingham giungono notizie che gli studenti debbano spendere la loro indennità settimanale in scatole di cibo, che hanno incluso Pot Noodles e piatti pronti surgelati. Alcuni hanno ricevuto una prima scatola gratuitamente non appena hanno segnalato il loro autoisolamento, ma le forniture future ora sono incerte e avranno un costo di £ 28 a persona per sei giorni. Una studentessa ha riferito: “Non sappiamo se questo cibo durerà per il nostro periodo di isolamento. Non sappiamo cosa ci sarà nella prossima scatola, ma dopo aver ricevuto il primo rifornimento, molti miei coinquilini hanno contattato casa e hanno chiesto loro di inviare cibo fresco come le verdure“.

Sempre gli studenti informano che mentre l’insegnamento online ha funzionato bene, nel campus mancano cose come la carta igienica ed è stata imposta una tassa di 30 sterline per lavare 7 kg di vestiti. L’Università di Birmingham ha affermato che le sue scatole per alimenti iniziali sono state progettate per durare da due a tre giorni e includere pasti pronti cucinati da chef interni. Ha detto che le risposte ai sondaggi degli studenti sono state “molto positive” e che il servizio di lavanderia è offerto con uno sconto da un’impresa di lavaggio a secco locale.

Tuttavia, alcune università non fanno pagare per la fornitura di cibo e il servizio lavanderia, durante una pandemia.

 

[ Fonte: BBC ]