di Veronica Godano 13 Marzo 2020
Disneyland in California chiude per Coronavirus, ma donerà cibo in eccesso

“I sogni son desideri” cantava Cenerentola. Ma tornando alla realtà, Disneyland in California, ahimè, li interrompe a causa del Coronavirus. Il parco più amato dai bambini chiude fino a fine marzo, ma s’impegnerà a ridurre gli sprechi alimentari donando cibo in eccesso alla Second Harvest Food Bank della Contea di Orange.

Il responsabile della comunicazione, Kyleigh Johnson, spiega: “La lista in eccesso di prodotti lattiero-caseari, frutta, verdura, prodotti confezionati e pasti per banchetti è donato alla Second Harvest Food Bank, la cui missione è quella di porre fine alla fame nella Contea di Orange”.  Dal 2014, Disneyland Resort ha gestito un programma di donazione di alimenti e solo l’anno scorso ha donato oltre 20mila pasti alla Second Harvest Food Bank.

Ieri, l’annuncio della chiusura. L’attrazione si fermerà esattamente da domenica 15 marzo. Si tratta dello stop più lungo per Disneyland. C’è preoccupazione, invece, per l’altra catena, la Sea World – un brand legato a parchi marini e giardini zoologici, con sede a San Diego, Orlando, San Antonio e Dubai – che ha deciso di rimanere aperta.

Intanto in Italia si ferma l’aeroporto di Linate a Milano che garantirà i soli voli di emergenza sanitaria e/o per trasporto organi. A Roma, Fiumicino chiude un terminal e da sabato stop a Ciampino.