Evian e le scuse ai musulmani: invita a bere acqua dimenticando il Ramadan

La marca dell'acqua minerale Evian ha pubblicato un tweet in cui ha ricordato di bere acqua. Ma l'ha fatto durante il Ramadan, scatenando così l'ira dei musulmani e una sorta di "polemica religiosa" online.

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Scatenare una sorta di “polemica religiosa” è facile come bere un bicchiere d’acqua? A quanto pare sì: i praticanti musulmani non hanno gradito il messaggio sul proprio profilo Twitter di Evian, in cui ha ricordato di bere acqua, ma l’ha fatto dimenticandosi che l’ha chiesto durante il Ramadan.

Proprio questa settimana, anche in Italia la preside di una scuola elementare è scesa “in campo” contro il discorso del digiuno religioso, proibendo che i bambini musulmani praticassero il Ramadan. In troppi sono svenuti per via della mancanza di cibo e acqua.

Ma prima che anche voi possiate dare un giudizio contro la nota marca francese di acque minerali, tenete a mente un dato: la Francia è il paese con il più alto numero di musulmani di tutta l’Europa occidentale. Potrebbe quindi essere rischioso pubblicare un post o una pubblicità inerente all’alimentazione, escludendo che buona parte della tua clientelastia praticando un digiuno religioso. Giusto o sbagliato? Non siamo noi a dirlo, ma quanto è successo “nel mondo di Internet” è questo: martedì 13 aprile è iniziato il Ramadan, il mese sacro per i musulmani in cui si pratica il digiuno. Proprio nello stesso giorno, sul profilo Twitter della Evian compare un messaggio pubblicitario, in cui la nota marca chiedeva ai suoi clienti candidamente: “vi siete ricordati di bere un litro d’acqua oggi?”

La domanda non è piaciuta alla comunità musulmana che proprio in quel giorno, iniziava il Ramadan. Anzi, non solo non è piaciuta la domanda, è risultata proprio provocatoria. Molti utenti hanno accusato l’azienda e hanno impugnato subito l’arma del “politically correct”, sgridando la società di essere islamofobica o razzista.

Dalla parte della Evian hanno recepito il messaggio e hanno subito provveduto a porgere le proprie scuse. Non l’avessero mai fatto: alcuni politici francesi hanno colto l’occasione per lanciarsi all’attacco contro “le piccole sottomissioni quotidiane all’Islamismo”.

Le scuse non sono state ben accette neppure da alti funzionari, che non hanno trovato alcuna malizia nello spot pubblicitario. E quindi (anche loro) hanno accusato Evian di portare la Francia “verso la deriva“.

Questo è troppo. Patetico. Follia” sono alcuni dei messaggi che hanno controbattuto alle richieste della comunità musulmana. Ora come potrà salvarsi Evian da questa situazione, sicuramente ben lontana dall’obiettivo che si era prefissato di ottenere col suo tweet?

 

 

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