di Elisa Erriu 28 Settembre 2020
Executive chef nasce certificazione CEC italiana

Il talento, si sa, serve ma non basta e anche in cucina ci vogliono mani capaci, ma anche “professionali”. Per questo è nata la certificazione anche per la figura dell’Executive Chef. Si chiama CEC ed è nata sotto un’ambiziosa stella: mettere ordine nel settore del food, valorizzando le competenze di questo professionista.

Questa certificazione è la prima in Italia, mentre i nostri cugini francesi hanno già da tempo il MOF, che conferisce a giovani professionisti un riconoscimento “honoris causa” da portare come bagaglio professionale per il resto del proprio cammino lavorativo.

L’idea di realizzare un certificato anche da noi, è di Roberto Carcangiu Direttore Didattico di Congusto Gourmet Institute e Presidente APCI, che insieme a Congusto Gourmet Institute e a Roberto Dal Seno, Executive Chef del San Clemente Palace Kempinski di Venezia e formatore, si sono impegnati al fine di istituzionalizzare la certificazione CEC, Certified Executive Chef. Per ottenerla, il candidato dovrà svolgere un esame che soddisfi una serie di competenze, tra cui quelle gestionali e finanziarie, le norme igienico sanitarie, argomenti afferenti le risorse umane, creazione menu e ricette e altre specificità del ruolo dell’Executive Chef.

Tali esami si terranno con prove sul campo e saranno testate e valutate da una commissione di esperti del settore, tra cui chef stellati, executive chef di comprovata esperienza, esperti di HACCP, giornalisti di settore, wedding planner, sommelier e altri professionisti.

La sede geografica del progetto è Milano, con appoggio alla scuola professionale Congusto e alla figura di Roberto Carcangiu, che svolgerà il ruolo di gestore delle richieste di certificazione.

Il progetto, inoltre, è senza scopo di lucro e come sottolineano nel comunicato stampa, “risponde alla volontà di dare valore a questa figura professionale e alle sue peculiarità nel mondo della ristorazione“. Gli executive o aspiranti tali, come pure imprenditori e i recruiter, potranno trarne vantaggio ed evitare gli errori che a volte accadono: “Non sembri una semplice onorificenza di facciata, perché questo certificato potrà essere concretamente utile. Tante volte – dichiarano –  si commettono errori in fase di selezione, togliendo così la possibilità a professionisti con le adeguate caratteristiche di candidarsi per il ruolo, o al contrario selezionando profili non pertinenti“.

Per accedere all’esame per il conseguimento del titolo del CEC, è necessario scrivere alla mail info@certificazionecec.it ed essere in possesso di alcuni prerequisiti:

  • 3 anni di comprovata attività professionale con la qualifica di executive chef siglata sul contratto.
  • Almeno 1 esperienza all’estero, in una struttura di categoria lusso.
  • Conoscenza di almeno una lingua straniera.
  • Aver compiuto almeno i 35 anni di età.
  • Consistenza e spessore del curriculum.
  • (per le strutture stagionali) Non aver mai interrotto il rapporto di lavoro durante la stagione, se non per comprovata impossibilità di salute o familiare.
  • (per le strutture a tempo indeterminato) non aver interrotto il rapporto di lavoro causa licenziamento per giusta causa o giustificato motivo. Mentre sono considerati motivi validi l’impossibilità ad operare, il fallimento dell’attività e simili.

Si dovrà, inoltre, passare un colloquio preliminare con una delegazione della Commissione.

Il progetto è senza scopo di lucro e risponde alla volontà di dare valore a questa figura professionale e alle sue peculiarità nel mondo della ristorazione ed è stato realizzato in parte anche per trovare una soluzione all’emergenza che il mondo della ristorazione ha vissuto e ancora sta vivendo a causa delle conseguenze del Covid-19.