di Veronica Godano 29 Febbraio 2020
Farina ottenuta di insetti: cosa si sperimenta in Basilicata

Si tratta di una farina ad alto valore nutraceutico (nutriente e benefica per la salute) ricavata da insetti quello che sta sperimentando in Basilicata il Centro Ricerche Enea della Trisaia di Rotondella (Matera). “Un team di ricercatori specializzati in attività di ricerca di frontiera sull’economia circolare – si legge in una nota – è riuscito ad allevare con scarti alimentari e cerealicoli un insetto noto come tarma della farina (il Tenebrio molitor) al fine di ricavarne farine proteiche utili per la produzione di mangimi animali ma anche nuovi prodotti per l’ alimentazione umana (categoria detta ‘novelfood’)”.

Per l’entomologo dell’Enea, Ferdinando Baldacchino, sono “farine ricche di vitamine e minerali per l’alimentazione dell’uomo con la possibilità di modulare anche le caratteristiche del prodotto finale in base alla dieta somministrata agli insetti, migliorandone ulteriormente la composizione amminoacidica, il rapporto in acidi grassi, il contenuto in omega 3 e la biodisponibilità di vitamine e minerali come ferro, zinco e calcio”.

“Utilizzato tradizionalmente anche come cibo per rettili e anfibi – spiega lo scienziato – il Tenebrio molitor è un coleottero da cui è possibile ricavare anche mangime per l’itticoltura, in sostituzione delle farine di pesce e di soia, ma anche prodotti meno noti come la componente grassa e la chitina, uno dei più abbondanti biopolimeri presenti in natura”.

Fonte: Il Messaggero