di Elisa Erriu 21 Dicembre 2020
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“Ti va stasera una bistecchina di pitone birmano?” Non sorprendetevi, potreste sentire presto una frase simile in Florida: alcuni scienziati hanno fatto partire uno studio per dimostrare come (e perché) sia sicuro mangiare carne di pitone.

Così è la legge della giungila: mangi o vieni mangiato. E anche un cacciatore come il pitone potrebbe finire nel menù dei ristoranti della Florida. Ma prima gli scienziati dovranno confermare che i pitoni birmani, una specie estremamente invasiva nelle Everglades, non siano nocivi alla salute.

La Florida Fish and Wildlife Conservation Commission (l’FWC) sta collaborando con il Florida Department of Health per studiare infatti i livelli di mercurio presente nella carne dei pitoni. L’FWC incoraggia spesso i residenti a prelevare e uccidere (umanamente) i pitoni, in qualsiasi momento dell’anno e a segnalare eventuali avvistamenti ai funzionari. Questo perché i pitoni birmani non sono animali autoctoni dello Stato della Florida, sono apparsi nelle Everglades negli anni ’80, probabilmente introdotti da qualche pessimo proprietario a cui è scappato o, peggio, che ha ben pensato di prenderlo come animale domestico, per poi rilasciarlo nella palude. Ora i pitoni si sono riprodotti e hanno invaso il sud della Florida, dove hanno rappresentato un serio rischio per la fauna selvatica invece originaria della regione.

Il programma “The Python Elimination Program”, che finora ha “rimosso” più di 6.000 pitoni dalle Everglades, sta finanziando il nuovo studio: “Siamo soltanto all’inizio dello studio”, ha dichiarato la portavoce della commissione per la fauna selvatica, Susan Neel. “Siamo attualmente nella fase di raccolta dei tessuti del progetto, ma il Covid ha spostato un po’ la nostra time-line. L’obiettivo dello studio è quello di poter un giorno avvisare il pubblico che possono mangiare i pitoni, per aiutare a gestire le loro popolazioni“.

Il mercurio è un elemento naturale nell’ambiente, ma nelle Everglades è particolarmente alto“, ha detto Mike Kirkland, responsabile del programma di eliminazione dei pitoni. “Il mercurio si bio accumula nell’ambiente ed è quindi molto possibile trovare alti livelli di mercurio nella parte superiore della catena alimentare, dove si sono per esempio posizionati i pitoni. Ci aspettiamo che i risultati scoraggeranno il pubblico dal consumare i pitoni, ma se possiamo dimostrare che sono sicuri da mangiare, sarebbe molto utile per controllare il loro numero“.

Donna Kalil, una delle cacciatrici del programma anti-pitoni, ha già provato (più volte) che sono “davvero deliziosi”. Finora ha catturato 473 pitoni e usa spesso un kit di test al mercurio acquistato online per accertarsi che si possano mangiare. “È davvero buono quando lo cucini bene, con il sugo, il peperoncino o il soffritto“, ha detto Kalil. “Questo sarebbe un modo meraviglioso per coinvolgere più persone nell’aiutarci a rimuovere i pitoni dall’ambiente. Abbiamo un problema serio di pitoni, hanno decimato la popolazione di conigli, procioni e opossum rimasti. Sarebbe una buona cosa per le persone cacciarli e mangiarli, ma dobbiamo prima assicurarci che siano sicuri“.

[ Fonte: ABC7 ]