di Veronica Godano 5 Febbraio 2020
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L’Italia dice “cheese” ai formaggi grazie a un aumento del consumo di Asiago Dop nel 2019. La denominazione d’origine protetta veneto-trentina ha fatto registrare una crescita a volume dell’1,6% e a valore del 4,9%, nonostante il comparto dei formaggi semiduri abbia riportato delle perdite (-4,6% a volume, -3,5% a valore). Sono dati chiari di Gfk-Eurisko, per cui le giacenze hanno raggiunto minimi storici e la produzione totale ha toccato quota 1.559.039.

Il Consorzio dell’Asiago è presente anche all’estero e realizza un fatturato di oltre 10 milioni di euro. Qui, sebbene ci sia il problema dei dazi, ha scelto di non mollare avviando nel 2020 due piani triennali co-finanziati dalle Ue.

Il primo, “Asia Enjoy European Quality Food”, dal valore di oltre 4.700.000 euro rivolto ad attività in Giappone, Cina, Corea del Sud e Vietnam che vuole il Consorzio Tutela Formaggio Asiago in partnership con Consorzio per la Tutela dell’Asti, Consorzio Provolone Valpadana Dop, Istituto per la valorizzazione dei salumi italiani e Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Verona.

Il secondo, dal valore di oltre 3.700.00 euro, dal titolo “European Lifestyle: Taste Wonderfood”, realizzerà azioni di informazione e promozione in Italia, Germania, Regno Unito e Repubblica Ceca col Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, Consorzio di Tutela della Igp Riso Nano Vialone Veronese e Associazione Interregionale Produttori Olivicoli Verona.

Fonte: Ansa