di Veronica Godano 21 Novembre 2019

Gelato al cioccolato, io te l’ho rubato…non faceva così più o meno la canzone di Pupo?! E’ il caso di canticchiarla, pensando a questa storia dal sapore agrodolce e tutta all’italiana (diciamolo, siamo fantasiosi quanto a corruzione) avvenuta a Roma dinanzi alla fontana di Trevi, dove un vigile chiedeva una “dolce” mazzetta ossia gelati gratis alla gelateria, che non avrebbe dovuto controllare, situata al civico 83 dell’omonima piazza. Ma in questa storia di corruzione, i vigili si confondevano tra i turisti e ai locali del centro imponevano gelati e cene goderecce a quattro stelle, tipo a La Barcaccia a Campo De Fiori.

Sotto processo il vigile urbano (sospeso) Alessandro Egidi. L’uomo, oltre alla libertà di mangiare tutti i gelati che ha voluto nei primi 9 mesi del 2013, sempre secondo la Procura, ha anche ricevuto 200 euro per consolidare l’accordo instaurato con il padrone della gelateria. Accusato anche, nello stesso processo, Fabio Corazzini, collega di Egidi, che ai gelati ha preferito piatti di carbonara e cacio e pepe. Secondo la Procura, Corazzini avrebbe preteso altre due cene, ma l’inchiesta ha fatto saltare gli svariati banchetti.

Sotto processo per omissione d’atti d’ufficio c’è infine il vigile Franco Caponera, reo di non aver svolto controlli alla Barcaccia. Lo difende il legale Michele Gentiloni: “Sono certo dell’assoluzione del mio assistito”.

Fonte: Corriere della Sera