di Elisa Erriu 26 Settembre 2020
Gelato stampati primi gusti Italia in 3D

Ricordate le macchinette per il gelato, stile Carpigiani? Oggi la tecnologia fa un passo avanti in Italia e sono stati stampati invece i primi gusti con la stampante in 3D.

L’idea ha cominciato a prendere forma (letteralmente) da Selene Biffi, 38enne di Monza laureata in Economia Internazionale e, all’attivo, un Master in Innovazione Sociale all’Università di Cambridge, insieme a Paolo Aliverti, ingegnere delle telecomunicazioni, project manager (sviluppo software), artigiano digitale e scrittore.

Ogni due anni o giù di lì, mi cimento in un nuovo progetto, partendo da idee che i più definirebbero impossibili o quanto meno difficili, per i canoni a cui siamo abituati“. Così scrive Biffi, che aveva il desiderio, per una volta nella vita, di creare una startup utile al mercato della pasticceria e della gelateria. Proprio per questo, insieme ad Aliverti, hanno messo a punto una stampante per alimenti liquidi.

Come conferma lei stessa, all’inizio era in realtà interessata a un macchinario che permettesse il riciclo della plastica in spazi domestici. Poi, i costi proibitivi del prototipo l’hanno costretta a desistere. Dopo aver fatto ulteriori ricerche, ha quindi ripiegato su altre due opzioni meno onerose, tra cui proprio quella del gelato. Inoltre, in circolazione non esisteva ancora una stampante che producesse cibi solidi da alimenti liquidi.

selene biffi
Selene Biffi, l’ideatrice della start up che ha dato vita alla stampante 3D italiana per gelati

Dopo oltre un anno di ricerca e sviluppo tecnico, “anche grazie a Paolo Aliverti che, insieme al suo team, s’è trovato a creare pezzi che neppure esistevano in commercio“, finalmente il prototipo funziona. “Una soddisfazione enorme anche perché si tratta di un modello tutto italiano” – ha continuato Biffi – “realizzato interamente in un laboratorio italiano: il che vuol dire che le competenze ci sono dappertutto, basta solo individuarle e valorizzarle. Proprio questo chiedo a beneficio di una idea d’impresa che sarebbe bello veder crescere nel migliore dei modi, con l’adeguato perfezionamento e il supporto finanziario che merita”.

Tecnicamente, la macchina al momento è delle dimensioni di una lavatrice, ma psi punta già a ridurla di dimensioni. Il procedimento è semplicissimo e dura appena dieci minuti dopo l’accensione: basta inserire il liquido scelto, ad esempio latte e panna acquistati in un qualsivoglia supermercato, nel vano apposito. Grazie a un estrusore, anche questo realizzato in 3D, il liquido viene lavorato a diverse temperature, quindi passato in una camera di refrigeramento dove assume la forma desiderata. Al momento sono state sperimentate le canoniche palline e una stella, ma la macchina modella tutti gli oggetti 3D che si possono disegnare con i più comuni programmi CAD.

Per ora è possibile lavorare un gusto alla volta, ma garantiscono che in ogni caso sono tutti buoni, senza nessun sentore di “artificiale”.

 

[ Fonte: Il Corriere della sera ]