di Veronica Godano 8 Gennaio 2020
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Anche nell’azienda per antonomasia, Google, i dipendenti protestano contro paghe basse e il sovraccarico di lavoro. Nello specifico si tratta di 2.300 lavoratori distribuiti in decine di sedi, tra cui il quartier generale della società Mountain View California, e impiegati nelle caffetterie aziendali.

“Siamo stufi e desideriamo il cambiamento perché in una delle aziende più ricche del mondo, siamo sovraccarichi di lavoro e sottopagati”, ha dichiarato una fonte sindacale. I lavoratori, tra l’altro, sarebbero costretti a fare gli straordinari senza retribuzione. Il personale della ristorazione tecnicamente lavora in Google attraverso società che vincono l’appalto con il colosso informatico. Quel colosso che ai suoi dipendenti offre anche: parrucchiere, snack illimitati, spa, consulenze fitness, lavanderie gratis.

Ci sono, dunque, forti disparità tra chi pulisce e cucina e chi ricopre posizioni apicali, ragion per cui i primi hanno deciso di rivolgersi a Unit Here, un sindacato che rappresenta 300 mila lavoratori degli hotel, aeroporti e casinò. Il sindacato ha rappresentato anche i lavoratori di altre società tecnologiche: Intel, Cisco, Facebook. Nel 2017, per quest’ultima, ha negoziato un contratto per 500 lavoratori che includeva un aumento di 4,75 dollari all’ora. A inizio dicembre, tuttavia, una dipendente Google ha accusato la compagnia di averla licenziata proprio a causa del suo attivismo sindacale.

Fonte: New Food economy