Helbiz lancia la sua prima “ghost kitchen” a Milano

Apre oggi a Milano la prima Helbiz Kitchen, che coi suoi rider "maggiordomi" mira a essere il più grande servizio di "ghost kitchen" al mondo.

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“Partiamo da Milano per poi portare Helbiz Kitchen nel mondo”, ha commentato Paolo Scocco, responsabile dello sviluppo dei nuovi business del progetto di Helbiz. Ma chi è Helbiz e perché punta a essere la più grande ghost kitchen al mondo?

Nell’ultimo periodo abbiamo incontrato spesso questo nome, ‘Ghost Kitchen’, ovvero tutte quelle cucine che come suggerisce il nome, lavorano per altri, senza quindi promuovere il proprio marchio. Helbiz, società americana ma fondata da manager italiani, allarga il proprio business e punta a questo settore, con l’idea di proporre un food delivery interamente gestito da loro.

Dopo essere partito negli Stati Uniti, in città come Washington DC, Los Angeles, Miami, Oklahoma City, la società ha deciso di lanciarsi anche in Europa: prima è arrivata nel Portogallo, in Spagna, Grecia, Serbia, Francia, Germania e ora punta in Italia, dove ha scelto Milano per introdurre la prima “Helbiz Kitchen”.

La particolarità di questo servizio è che sarà possibile ordinare con un’unica transazione, i più svariati menu internazionali, tra cui pizza, hamburger, insalata, poke, sushi e gelato. Altra caratteristica è che da Helbiz garantiscono tempi di consegna rapidissimi, grazie ai butlers di Helbiz, veri e propri maggiordomi che, oltre alle consegne a domicilio su scooter elettrici, si occuperanno di offrire ai loro clienti, in un raggio di azione di circa 3 km, un’esperienza da ristorante “premium”.

Inoltre, Helbiz strizza l’occhio anche all’ambiente: la società infatti utilizzerà nella sua attività cucine elettriche, celle frigorifere, sistemi di filtrazione aria a lampade UV ozonizzanti e sistemi di conservazione dei cibi a consumi controllati. Per chiudere poi in bellezza, tutto il packaging è in carta riciclabile con inchiostro alimentare, ed al momento della consegna verranno fornite tovagliette e posate in Mater-Bi, anche esse riciclabili, senza la presenza di plastica.

[Fonte: ANSA]

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