di Veronica Godano 17 Dicembre 2019
agricoltura biodinamica

La mafia fa “affari” nei settori più disparati: dall’agricoltura all’allevamento, dalla distribuzione alimentare ai ristoranti per un business che supera i 24,5 miliardi di euro. Secondo Coldiretti, “la criminalità organizzata in agricoltura opera attraverso furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, o con il cosiddetto pizzo sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell’Unione europea e caporalato”.

La delinquenza si insinua in vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e opprimendo l’imprenditoria onesta. Per il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, “gli ottimi risultati dell’attività di contrasto confermano la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare – e aggiunge – le agromafie vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate dall’apposita commissione presieduta da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti”.